Più passa il tempo e più sono convinto che la programmazione sia l'unica ancora di salvezza; programmare la crescita fisica, le esperienze utili, la tecnica è fondamentale nella vita di qualsiasi atleta. Dico atleta, dove oggi , soprattutto nelle piccole società non si cura affatto questo aspetto.
Correre e saltare, cose banali, cose di tutti i giorni, oggi diventano attività centrale di una programmazione di piccoli atleti.
Quali sono oggi i requisiti utili per poter pensare di fare della attività produttiva ?
Cosa si intende per attività produttiva ?
Quali sono i fondamenti su cui lavorare ?
L'educazione è solo per gli atleti ?
La parola disciplina è così spaventosa ?
Questi ed altri quesiti sono parte della mia giornata. Diamo delle risposte.
Tutto quello che mi viene in mente.... a volte cose sensate altre meno; ma parliamone...
I MIE POST....
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venerdì 28 aprile 2017
giovedì 19 maggio 2016
I PLAY OFF
Dopo tanti anni trascorsi a giocare partite ad altissimo valore adrenalinico, quest'anno ho la possibilità di starmene un po sulla porta ed osservare. Non è la cosa più bella del mondo, ma così è.
I play off sono quel momento in cui dopo aver caricato il fucile per tutto l'anno, si prova a mirare e sparare...sperando sempre che non si arrivi alle ultime disperate cartucce.
Ho visto l'euroleague, NBA, Seria A, Lega 2 ed anche serie D e femminile..un po di tutto insomma....ed in tutte queste partite, con le ovvie proporzioni tra un campionato e l'altro, vi è una cosa in comune: le botte ....ahahaha si quelle.....
Ci si picchia e lo si lascia fare...in modo uniforme e costante....però che bello.
Giocatori decisi, concentrati con un unico obiettivo. Ho visto giocatori con le mani sul capo dopo
una sconfitta, giocatori che si abbracciano, giocatrici festeggianti ed altre sdraiate sul parquet distrutte e deluse... c'è tecnica , c'è tattica....ma il cuore...si quella cosa li....alla fine conta veramente tanto...
Wannes
I play off sono quel momento in cui dopo aver caricato il fucile per tutto l'anno, si prova a mirare e sparare...sperando sempre che non si arrivi alle ultime disperate cartucce.
Ho visto l'euroleague, NBA, Seria A, Lega 2 ed anche serie D e femminile..un po di tutto insomma....ed in tutte queste partite, con le ovvie proporzioni tra un campionato e l'altro, vi è una cosa in comune: le botte ....ahahaha si quelle.....
Ci si picchia e lo si lascia fare...in modo uniforme e costante....però che bello.
Giocatori decisi, concentrati con un unico obiettivo. Ho visto giocatori con le mani sul capo dopo
una sconfitta, giocatori che si abbracciano, giocatrici festeggianti ed altre sdraiate sul parquet distrutte e deluse... c'è tecnica , c'è tattica....ma il cuore...si quella cosa li....alla fine conta veramente tanto...
Wannes
sabato 30 gennaio 2016
EHHH QUESTI FONDAMENTALI....
In queste ultime settimane, avendo ora lo status di "coach a casa", ho avuto la fortuna di assistere ad un allenamento di settore giovanile importante, guardare a Varese il derby con Milano, assistere ad all'allenamento dei migliori 2000 piemontesi e partecipare ad una riunione di aggiornamento formatori.
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
giovedì 10 settembre 2015
CHI PIU' CHI MENO..MA TUTTI LO SIAMO (O VORREMMO ESSERLO......)
Dopo una attesa ricca di giudizi, proclami, messaggi che ci davano come i più forti d'Europa, è finalmente iniziato il campionato Europeo. Siamo alla quarta partita giocata ed il record, per ora, è molto positivo; 3 vittorie ed 1 sconfitta.
Ma facciamo qualche passo indietro.... Tutti incollati al televisore, l'avversario per l'esordio è la nazionale Turca. Squadra tosta, con giocatori tosti, giocatori da Eurolega ed NBA. Inutile far cronaca o commentare, sta di fatto che perdiamo di 2 punti. La reazione nazionale è la più calcistica, in tono del tutto negativo, di sempre. TUTTI COACH...Pianigiani non capisce nulla, Bargnani non difende. Dovevamo convocare Cervi, la doppia uscita sarebbe stata più efficace...
Passa un giorno e battiamo a fatica la nazionale Islandese....passa il secondo giorno e vinciamo con la Spagna, ne passa un altro di giorno e la Germania non fa fieno...E tutti i coaches calciofili/baskettari che la "spiegavano" ? Io dico che il nostro è uno sport meraviglioso, dove si deve vincere ma si può perdere. La rassegna Europea, in particolare il nostro girone, presenta un livello ALTISSIMO.
Io dico e dirò sempre FORZA ITALIA. A testa alta, mattone su mattone, con un cuore più grosso dell'intera nazione, con gli attributi più pesanti del Monte Bianco, con la testa più veloce di quella di Leonardo... Voi ci siete...io ci sono...l'Italia c'è...
Wannes
Ma facciamo qualche passo indietro.... Tutti incollati al televisore, l'avversario per l'esordio è la nazionale Turca. Squadra tosta, con giocatori tosti, giocatori da Eurolega ed NBA. Inutile far cronaca o commentare, sta di fatto che perdiamo di 2 punti. La reazione nazionale è la più calcistica, in tono del tutto negativo, di sempre. TUTTI COACH...Pianigiani non capisce nulla, Bargnani non difende. Dovevamo convocare Cervi, la doppia uscita sarebbe stata più efficace...
Passa un giorno e battiamo a fatica la nazionale Islandese....passa il secondo giorno e vinciamo con la Spagna, ne passa un altro di giorno e la Germania non fa fieno...E tutti i coaches calciofili/baskettari che la "spiegavano" ? Io dico che il nostro è uno sport meraviglioso, dove si deve vincere ma si può perdere. La rassegna Europea, in particolare il nostro girone, presenta un livello ALTISSIMO.
Io dico e dirò sempre FORZA ITALIA. A testa alta, mattone su mattone, con un cuore più grosso dell'intera nazione, con gli attributi più pesanti del Monte Bianco, con la testa più veloce di quella di Leonardo... Voi ci siete...io ci sono...l'Italia c'è...
Wannes
sabato 25 luglio 2015
UNA NUOVA STAGIONE...
La cosa singolare di chi vive lo sport, giocatori, allenatori, dirigenti è che vivono il tempo in modo diverso.. ad esempio un anno non è il 2015 o il 2016 bensì è" dal raduno all'ultimo allenamento".. le vacanze non sono mai vacanze, perché, se si può, le si fa coincidere con qualche evento, ma comunque il telefono è sempre molto caldo .
La mia nuova stagione, iniziata ormai da più di un mese, è partita con il ritorno in una delle mie "case", stesse persone, stessi ideali e, come è avvenuto qualche anno addietro, anche in questa occasione ci siamo trovati a costruire una intera squadra. 10 nuovi giocatori.
Sono sincero, è una cosa molto stimolante, ma anche estremamente frustrante. " Dobbiamo trovare: i ruoli di 1/2/3/4/5 ed i cambi... occhio agli under...minimo due dal 1995 in su...."
Le cose tutto sommato sono andate e stanno andando molto bene. Ragazzi prima di tutto motivati, alcuni di loro con buona ambizione, di buona scuola e con voglia di migliorare .
La squadra non è ancora finita ma siamo al 25 di luglio e quindi siamo sereni.
Con gruppi come questo, proprio per quel che ho scritto sopra, le motivazioni anche nello staff tecnico sono altissime; altissime anche le responsabilità.
Responsabilità nei confronti di chi in crede in te, responsabilità nei confronti di ogni singolo giocatore, che, giustamente, pretende di migliorare (o così dovrebbe essere)
Ora parte la mia stagione "vera", a pensare quale sistema sia più adatto a questo gruppo di persone, speriamo di uomini.
Il 26 agosto è dietro l'angolo. Le cose da fare sono tantissime. Le mie vacanze inizieranno il 1° agosto, controllando quale evento ci sia in giro...
Siamo carichi...
Wannes
La mia nuova stagione, iniziata ormai da più di un mese, è partita con il ritorno in una delle mie "case", stesse persone, stessi ideali e, come è avvenuto qualche anno addietro, anche in questa occasione ci siamo trovati a costruire una intera squadra. 10 nuovi giocatori.
Sono sincero, è una cosa molto stimolante, ma anche estremamente frustrante. " Dobbiamo trovare: i ruoli di 1/2/3/4/5 ed i cambi... occhio agli under...minimo due dal 1995 in su...."
Le cose tutto sommato sono andate e stanno andando molto bene. Ragazzi prima di tutto motivati, alcuni di loro con buona ambizione, di buona scuola e con voglia di migliorare .
La squadra non è ancora finita ma siamo al 25 di luglio e quindi siamo sereni.
Con gruppi come questo, proprio per quel che ho scritto sopra, le motivazioni anche nello staff tecnico sono altissime; altissime anche le responsabilità.
Responsabilità nei confronti di chi in crede in te, responsabilità nei confronti di ogni singolo giocatore, che, giustamente, pretende di migliorare (o così dovrebbe essere)
Ora parte la mia stagione "vera", a pensare quale sistema sia più adatto a questo gruppo di persone, speriamo di uomini.
Il 26 agosto è dietro l'angolo. Le cose da fare sono tantissime. Le mie vacanze inizieranno il 1° agosto, controllando quale evento ci sia in giro...
Siamo carichi...
Wannes
sabato 27 giugno 2015
CHE SPORT...CHE SPOT....
Con la partita di ieri sera, il titolo del massimo campionato Italiano vinto da Sassari, si è conclusa una stagione molto particolare. Diciamola tutta..l'intera regular season ha offerto uno spettacolo al di sotto delle aspettative o meglio, uno spettacolo tecnico/tattico di livello minore in confronto alle passate stagioni. I play off però, hanno risollevato una situazione pericolosa, mettendo l'accento su uno spettacolo che ha colpito un po tutti. Se mamma Rai ha deciso di trasmettere l'ultima gara su rete nazionale un perché ciao sarà.. (viva gli €)
Le semi finali hanno offerto uno spettacolo di primissimo livello. La finale, o meglio, le finali sono state partite entusiasmanti.
La cosa meravigliosa è stata che in campo vi erano modi di intendere il basket in modo totalmente diverso, ma con una cosa che accumulava tutti: il CUORE.
Si è "sentito" quanto cuore i giocatori, veri protagonisti, mettessero su ogni palla. Questo è fantastico!!! Un esempio per tutti..
Il livello empatico raggiunto è stato altissimo.
Brava Reggio Emilia, brava Sassari.
Sapremo cogliere questa ennesima fortuna ? Saremo in grado di non far finire domani questo effetto ?
In questo momento così difficile, le persone hanno bisogno di cose, belle, sane, di esempi!
Logan che consola Amedeo è quello che vogliamo vedere. Vogliamo onorare Giocatori che si buttano su ogni pallone. Allenatori che rimangono equilibrati sono il nostro esempio.
Non mi interessa ora il gioco di Sassari o il gioco di Reggio. Mi interessa cogliere solo quegli aspetti positivi, legati al saper vivere. Bravi ragazzi.
Bravi secondo me gli arbitri Bravi davvero a capire, finalmente, che ci sono emozioni e spesso non si riescono a contenere. Bravi anche nei fischi. Non era facile.
Non voglio parlare dell'idiota. E' un idiota e basta.
E' finita una stagione...ora che si pensi già alla prossima...che tutto questo non rimanga un solo ricordo...Un grande sport..un grande spot..
Wannes
Le semi finali hanno offerto uno spettacolo di primissimo livello. La finale, o meglio, le finali sono state partite entusiasmanti.
La cosa meravigliosa è stata che in campo vi erano modi di intendere il basket in modo totalmente diverso, ma con una cosa che accumulava tutti: il CUORE.
Si è "sentito" quanto cuore i giocatori, veri protagonisti, mettessero su ogni palla. Questo è fantastico!!! Un esempio per tutti..
Il livello empatico raggiunto è stato altissimo.
Brava Reggio Emilia, brava Sassari.
Sapremo cogliere questa ennesima fortuna ? Saremo in grado di non far finire domani questo effetto ?
In questo momento così difficile, le persone hanno bisogno di cose, belle, sane, di esempi!
Logan che consola Amedeo è quello che vogliamo vedere. Vogliamo onorare Giocatori che si buttano su ogni pallone. Allenatori che rimangono equilibrati sono il nostro esempio.
Non mi interessa ora il gioco di Sassari o il gioco di Reggio. Mi interessa cogliere solo quegli aspetti positivi, legati al saper vivere. Bravi ragazzi.
Bravi secondo me gli arbitri Bravi davvero a capire, finalmente, che ci sono emozioni e spesso non si riescono a contenere. Bravi anche nei fischi. Non era facile.
Non voglio parlare dell'idiota. E' un idiota e basta.
E' finita una stagione...ora che si pensi già alla prossima...che tutto questo non rimanga un solo ricordo...Un grande sport..un grande spot..
Wannes
venerdì 19 giugno 2015
I CORSI...
Periodo di grande lavoro questo (per fortuna)..
Con sede a Casale Monferrato sto tenendo il corso per "Allievo Allenatore", ed ora, a Cantalupa, il corso di "Istruttore di base". La formazione, di cui orgogliosamente faccio parte, è essenziale affinché la qualità (competenza in tutti i sensi....) dei nostri nuovi allenatori sia sempre maggiore. E' una forte responsabilità che sentiamo veramente.
Arrivano ogni anno decine di corsisti, con idee, dubbi, sogni; proviamo sempre a riempire qualche dubbio ed aggiungerne altri, far continuare questo sogno che deve sempre più diventare realtà.
Il lavoro è tantissimo; impegno fisico, mentale e tecnico quotidiani.
Ce la faranno i nostri eroi ?
Chi lo sa.....
Wannes
Con sede a Casale Monferrato sto tenendo il corso per "Allievo Allenatore", ed ora, a Cantalupa, il corso di "Istruttore di base". La formazione, di cui orgogliosamente faccio parte, è essenziale affinché la qualità (competenza in tutti i sensi....) dei nostri nuovi allenatori sia sempre maggiore. E' una forte responsabilità che sentiamo veramente.
Arrivano ogni anno decine di corsisti, con idee, dubbi, sogni; proviamo sempre a riempire qualche dubbio ed aggiungerne altri, far continuare questo sogno che deve sempre più diventare realtà.
Il lavoro è tantissimo; impegno fisico, mentale e tecnico quotidiani.
Ce la faranno i nostri eroi ?
Chi lo sa.....
Wannes
giovedì 5 marzo 2015
i ragazzi....
I giovani giocatori sono fantastici.. indipendentemente dal loro livello penso che i ragazzi siano gli unici che oggi ci possano stupire...nel bene e ne male ovviamente.
Spesso accade che dopo una splendida settimana di allenamento, nel momenti in cui si affronta la gara, ci si trova davanti ad altre persone!! eppure sono gli stessi...
Oppure esattamente il contrario..ci si allena poco e male e poi invece..invece si eseguono cose dove non ti rimane che applaudire. Certo.. tanti orrori, tanti errori ma i loro occhi sono diversi, il linguaggio del corpo anche. Allora la gratificazione è elevatissima. Hai voglia di arrivare al prossimo allenamento per rincominciare, incoraggiare, migliorare... ma...lanciamo la monetina perché chissà chi avremo davanti domani!!!
Wannes
Spesso accade che dopo una splendida settimana di allenamento, nel momenti in cui si affronta la gara, ci si trova davanti ad altre persone!! eppure sono gli stessi...
Oppure esattamente il contrario..ci si allena poco e male e poi invece..invece si eseguono cose dove non ti rimane che applaudire. Certo.. tanti orrori, tanti errori ma i loro occhi sono diversi, il linguaggio del corpo anche. Allora la gratificazione è elevatissima. Hai voglia di arrivare al prossimo allenamento per rincominciare, incoraggiare, migliorare... ma...lanciamo la monetina perché chissà chi avremo davanti domani!!!
Wannes
domenica 22 febbraio 2015
....LE DECISIONI....
Ho pensato un sacco di volte se scrivere un post con tema l'arbitraggio, le regole o qualche cosa inerente alla sfera della componente giudicante....ho sempre cercato di "starne fuori"..ma questa volta non riesco.
In questo week end in particolare, ho visto, sia in palestra sia in TV, diverse partite tutte di livello diverso. Il servizio che oggi SKY TV offre è molto completo; i dialoghi nei momenti di pausa degli arbitri è veramente illuminante.
Procediamo con ordine. Partita di DNC, due arbitri palesemente svogliati, in ritardo nel posizionamento, con decisioni giuste e sbagliate , come ovvio che sia, ma con un metro continuamente variabile.
Partita di SERIE A GOLD, dialoghi, a mio avviso, imbarazzanti; attento a quello, due paroline a quell'altro ecc..ecc..ecc..
FINALI DI COPPA ITALIA, contatti duri, meno infrazioni segnalate , tolleranza molto elevata nei confronti degli allenatori.
La cosa che non comprendo è come sia possibile che un unico regolamento, UNICO, venga interpretato in modo così diverso. Sembra un altro gioco. Non mi interessa se i fischi siano stati corretti o meno, se quell'arbitro sia paziente o quell'altro "prima donna". Il gioco è uno, il regolamento è uno, le regole sono le stesse.
Però una cosa voglio farla notare..... nel nostro gioco è QUASI IMPOSSIBILE fischiare un solo fallo in tutto un intero quarto, ad una squadra che pressa tutto campo, raddoppia, ruota in continuazione e fa dell'ggressività difensiva il proprio credo. E comunque, ieri sera altro che un fallo.....
Wannes
In questo week end in particolare, ho visto, sia in palestra sia in TV, diverse partite tutte di livello diverso. Il servizio che oggi SKY TV offre è molto completo; i dialoghi nei momenti di pausa degli arbitri è veramente illuminante.
Procediamo con ordine. Partita di DNC, due arbitri palesemente svogliati, in ritardo nel posizionamento, con decisioni giuste e sbagliate , come ovvio che sia, ma con un metro continuamente variabile.
Partita di SERIE A GOLD, dialoghi, a mio avviso, imbarazzanti; attento a quello, due paroline a quell'altro ecc..ecc..ecc..
FINALI DI COPPA ITALIA, contatti duri, meno infrazioni segnalate , tolleranza molto elevata nei confronti degli allenatori.
La cosa che non comprendo è come sia possibile che un unico regolamento, UNICO, venga interpretato in modo così diverso. Sembra un altro gioco. Non mi interessa se i fischi siano stati corretti o meno, se quell'arbitro sia paziente o quell'altro "prima donna". Il gioco è uno, il regolamento è uno, le regole sono le stesse.
Però una cosa voglio farla notare..... nel nostro gioco è QUASI IMPOSSIBILE fischiare un solo fallo in tutto un intero quarto, ad una squadra che pressa tutto campo, raddoppia, ruota in continuazione e fa dell'ggressività difensiva il proprio credo. E comunque, ieri sera altro che un fallo.....
Wannes
domenica 15 febbraio 2015
LA NOSTRA EUROLEGA..........
Guardo le partite di Eurolega, a volte molto distrattamente, altre con attenzione. Il livello del basket in Europa è alto, fisicamente giocatori incredibili, di grandissima stazza. Molti tecnicamente forti, tatticamente preparati. Beh..ovvio sono i migliori.
La nostra ultima, ancoro per poco, rappresentante, Olimpia Milano, mi lascia sempre con l'amaro in bocca. Non sono simpatizzante di nessun team in particolare, ovvio che se vince una italiana sono contento; questo per dire che se giocasse Sassari o Milano o Bologna per me sarebbe la stessa cosa. Nel cuore rimane solo Biella.
La grande differenza che vedo è "lo stile di gioco". Non so se sia a causa del coach, dei giocatori o non so da quale altro motivo ma, a prescinder dai risultati, mi lascia perplesso la fatica che Milano fa.
Al completo, a mio avviso, Milano gioca peggio.
Penso all'Olimpia e mi balza in mente..il palleggio.
D.H. gioca almeno 10 palleggi ogni volta, con sempre e dico sempre il pick and roll. A.G. almeno altri 10 palleggi ma senza il pick and roll.
Io penso che siano entrambi giocatori fortissimi, ma questo modo di interpretare la pallacanestro non fa per me. Il lituano mi sta deludendo tantissimo. E' un tipo di giocatore che vorrei sempre nella mia squadra, ma ora tira solo da 3 punti. Brooks, fortissimo, ma il pallone è solo 1 e se ci sono A.G. e D.H son cavoli.... poi c'è J.R. pochi palleggi eh.......ci sono anche lunghi .....
Allora le domande sono tante... Il coach cosa vuole ? Circolazione di palla o 1vs1 dal palleggio ? Perché poi, nelle interviste, quelle per chi forse capisce pochino, si dicono delle cose, poi però in campo se ne fanno altre.
Le squadre migliori hanno sempre alcune caratteristiche:
Il leader può essere o un giocatore ..( Spanulis) o un allenatore (Obradovic) ma i risultati poi sono, se tutto va bene, in un gioco piacevole, fluido, gratificante per giocatori, allenatori e pubblico.
E quindi ?
Quindi forse a Milano manca un leader, oppure fa comodo non averlo... non lo so ..ma mi piacerebbe vedere una squadra italiana che, magari perde (speriamo di no), ma che gioca bene....con gratificazione per tutti...
Wannes
La nostra ultima, ancoro per poco, rappresentante, Olimpia Milano, mi lascia sempre con l'amaro in bocca. Non sono simpatizzante di nessun team in particolare, ovvio che se vince una italiana sono contento; questo per dire che se giocasse Sassari o Milano o Bologna per me sarebbe la stessa cosa. Nel cuore rimane solo Biella.
La grande differenza che vedo è "lo stile di gioco". Non so se sia a causa del coach, dei giocatori o non so da quale altro motivo ma, a prescinder dai risultati, mi lascia perplesso la fatica che Milano fa.
Al completo, a mio avviso, Milano gioca peggio.
Penso all'Olimpia e mi balza in mente..il palleggio.
D.H. gioca almeno 10 palleggi ogni volta, con sempre e dico sempre il pick and roll. A.G. almeno altri 10 palleggi ma senza il pick and roll.
Io penso che siano entrambi giocatori fortissimi, ma questo modo di interpretare la pallacanestro non fa per me. Il lituano mi sta deludendo tantissimo. E' un tipo di giocatore che vorrei sempre nella mia squadra, ma ora tira solo da 3 punti. Brooks, fortissimo, ma il pallone è solo 1 e se ci sono A.G. e D.H son cavoli.... poi c'è J.R. pochi palleggi eh.......ci sono anche lunghi .....
Allora le domande sono tante... Il coach cosa vuole ? Circolazione di palla o 1vs1 dal palleggio ? Perché poi, nelle interviste, quelle per chi forse capisce pochino, si dicono delle cose, poi però in campo se ne fanno altre.
Le squadre migliori hanno sempre alcune caratteristiche:
- SISTEMA DI GIOCO
- SISTEMA DI GIOCO CREATO IN BASE AL LEADER
Il leader può essere o un giocatore ..( Spanulis) o un allenatore (Obradovic) ma i risultati poi sono, se tutto va bene, in un gioco piacevole, fluido, gratificante per giocatori, allenatori e pubblico.
E quindi ?
Quindi forse a Milano manca un leader, oppure fa comodo non averlo... non lo so ..ma mi piacerebbe vedere una squadra italiana che, magari perde (speriamo di no), ma che gioca bene....con gratificazione per tutti...
Wannes
sabato 7 febbraio 2015
VALUTIAMO I COACHES..
E' un po che ci penso...sarà per mia indole, sarà perché mi capita di farlo per lavoro, sarà perché penso che al mondo si è tutti diversi, ma come si fa a valutare un coach ed il suo lavoro ?
Ma sopratutto come fa a valutarlo un dirigente di società ?
In un corso le valutazioni sono semplici da fare, o meglio, il corso ha un lasso di tempo ampio (più di 40 ore di lezione) con diverse prove, con un risultato OGGETTIVO da raggiungere, misurato mediante test o prove pratiche. La possibilità di sbagliare è in questo modo reso al minimo; mi sento di dire che, senza tener conto della competenza del valutatore, solitamente esterno al contesto ma di livello alto, il risultato è quasi sempre corretto. Certo, vi possono essere errori ma questi sono in numero infinitamente basso in confronto ai numeri dei corsisti. Anzi...spesso si commette l'errore in buona fede, di promuove chi non lo merita.
Un dirigente di pallacanestro, ad esempio il mio presidente, il direttivo sportivo o un altro qualsiasi membro della società, come fa a stabilire che ho lavorato bene ?
Mi direte...poni direttamente la domanda a loro...e lo farò .....ma è possibile stabilire se un allenatore ha compiuto il proprio lavoro ? Il risultato della domenica non può essere il riferimento di base (parliamo di squadre giovanili...), neppure la qualità del gioco espresso e nemmeno la valutazione dei singoli miglioramenti. Mi direte... figurati se il miglioramento non può essere valutato.... Ma un dirigente è in grado di valutare questo aspetto ? Ricordo ...che parliamo di giovanili....ben diverso dai senior....
Che mi dite ? una idea la ho e voi ??
Wannes
Ma sopratutto come fa a valutarlo un dirigente di società ?
In un corso le valutazioni sono semplici da fare, o meglio, il corso ha un lasso di tempo ampio (più di 40 ore di lezione) con diverse prove, con un risultato OGGETTIVO da raggiungere, misurato mediante test o prove pratiche. La possibilità di sbagliare è in questo modo reso al minimo; mi sento di dire che, senza tener conto della competenza del valutatore, solitamente esterno al contesto ma di livello alto, il risultato è quasi sempre corretto. Certo, vi possono essere errori ma questi sono in numero infinitamente basso in confronto ai numeri dei corsisti. Anzi...spesso si commette l'errore in buona fede, di promuove chi non lo merita.
Un dirigente di pallacanestro, ad esempio il mio presidente, il direttivo sportivo o un altro qualsiasi membro della società, come fa a stabilire che ho lavorato bene ?
Mi direte...poni direttamente la domanda a loro...e lo farò .....ma è possibile stabilire se un allenatore ha compiuto il proprio lavoro ? Il risultato della domenica non può essere il riferimento di base (parliamo di squadre giovanili...), neppure la qualità del gioco espresso e nemmeno la valutazione dei singoli miglioramenti. Mi direte... figurati se il miglioramento non può essere valutato.... Ma un dirigente è in grado di valutare questo aspetto ? Ricordo ...che parliamo di giovanili....ben diverso dai senior....
Che mi dite ? una idea la ho e voi ??
Wannes
domenica 25 gennaio 2015
L'eterno dilemma...
La difesa a zona è stata, è, e sarà bistrattata , a livello giovanile, dalla maggior parte degli addetti ai lavori.
Io stesso, ho sempre contestato l'uso di questo tipo di difesa, soprattutto quando viene utilizzata per motivi puramente di risultato.
In una bellissima lezione, coach Corbani (attualmente head coach Biella) elencava e spiegava le motivazioni per le quali , a livello giovanile, non deve essere proposta la difesa 2-1-2 o 2-3 o qualsiasia altra. Motivazioni correttissime e supportate da fatti oggettivi.
Vorrei fare però fare il ragionamento opposto, il perchè, invece, può ed a volte DEVE essere utilizzata.
Facciamo però un distinguo doveroso riferito soprattutto all'età... a 13 anni no, mai!! A 15/17 forse .... a 19 sicuramente...
A 13 anni il percorso di apprendimento dei ragazzi è, quasi all'inizio. Si fatica ancora a trovare il proprio uomo velocemente e pensare di spiegare i principi difensivi della zona, senza che i ragazzi conoscano quelli della uomo mi sembra, oltre che sbagliato, utopistico.
Concentriamoci su una under 15/17
In teoria i concetti della difesa a uomo, quelli generali (lato forte/debole etc etc...) dovrebbero ( e lo dico con tanto rispetto...) essere appresi... quindi in modo parallelo perchè non insegnare i concetti generali della difesa a zona ?
Vi sono poi così grandi differenze, se usiamo il cervello, tra il marcare ( parliamo di posizionamento) la palla nella seconda linea della zona ed il lato debole della una a uomo ?
L'inserimento della zona può avere tanti aspetti positivi in diverse situazioni :
1) MIGLIORA LA TECNICA DI PASSAGGIO DELL'ATTACCO
2) MIGLIORA LA COMPRENSIONE DEL GIOCO IN ATTACCO ED ANCHE IN DIFESA.
3) MIGLIORA IL BAGAGLIO TATTICO/STRATEGICO DEI SINGOLI E DELLA SQUADRA
4) RISPARMIA "SPESSO" FIGURACCE
I primi 3 aspetti elencati, sono puramente tecnici e tattici, di cui potremmo parlare per ore, indicando tutti i punti a pro ed a sfavore.
Nessuno tiene mai conto però del punto numero 4. Qualche anno fa ho letto un post di un genitore su un noto forum, il quale affermava che non capiva perchè il proprio allenatore non giocasse mai a zona. Affermava che, soprattutto in un piccolo centro, perdere di 20 o perdere di 50 fa tanta differenza.....
Io trovo questo ragionamento non campato in aria. Soprattutto nelle piccole società, che vivono di piccoli risultati, dove il numero di ragazzi è sempre risicato, giocare e perdere male può rappresentare un problema che va al di la della singola partita. L'allenamento seguente, la prossima stagione qualche assenza in più, qualche iscrizione in meno.
A volte, quindi, utilizzare la difesa per limitare i danni ha senso!!
Ovviamente va insegnata mantenendo coerenza con il programma stilato, non cercando di "speculare" sulle mancanze altrui, ma intendendola veramente come parte di un percorso formativo, quindi utile alla carriera del nostro giocatore.
Wannes
Io stesso, ho sempre contestato l'uso di questo tipo di difesa, soprattutto quando viene utilizzata per motivi puramente di risultato.
In una bellissima lezione, coach Corbani (attualmente head coach Biella) elencava e spiegava le motivazioni per le quali , a livello giovanile, non deve essere proposta la difesa 2-1-2 o 2-3 o qualsiasia altra. Motivazioni correttissime e supportate da fatti oggettivi.
Vorrei fare però fare il ragionamento opposto, il perchè, invece, può ed a volte DEVE essere utilizzata.
Facciamo però un distinguo doveroso riferito soprattutto all'età... a 13 anni no, mai!! A 15/17 forse .... a 19 sicuramente...
A 13 anni il percorso di apprendimento dei ragazzi è, quasi all'inizio. Si fatica ancora a trovare il proprio uomo velocemente e pensare di spiegare i principi difensivi della zona, senza che i ragazzi conoscano quelli della uomo mi sembra, oltre che sbagliato, utopistico.
Concentriamoci su una under 15/17
In teoria i concetti della difesa a uomo, quelli generali (lato forte/debole etc etc...) dovrebbero ( e lo dico con tanto rispetto...) essere appresi... quindi in modo parallelo perchè non insegnare i concetti generali della difesa a zona ?
Vi sono poi così grandi differenze, se usiamo il cervello, tra il marcare ( parliamo di posizionamento) la palla nella seconda linea della zona ed il lato debole della una a uomo ?
L'inserimento della zona può avere tanti aspetti positivi in diverse situazioni :
1) MIGLIORA LA TECNICA DI PASSAGGIO DELL'ATTACCO
2) MIGLIORA LA COMPRENSIONE DEL GIOCO IN ATTACCO ED ANCHE IN DIFESA.
3) MIGLIORA IL BAGAGLIO TATTICO/STRATEGICO DEI SINGOLI E DELLA SQUADRA
4) RISPARMIA "SPESSO" FIGURACCE
I primi 3 aspetti elencati, sono puramente tecnici e tattici, di cui potremmo parlare per ore, indicando tutti i punti a pro ed a sfavore.
Nessuno tiene mai conto però del punto numero 4. Qualche anno fa ho letto un post di un genitore su un noto forum, il quale affermava che non capiva perchè il proprio allenatore non giocasse mai a zona. Affermava che, soprattutto in un piccolo centro, perdere di 20 o perdere di 50 fa tanta differenza.....
Io trovo questo ragionamento non campato in aria. Soprattutto nelle piccole società, che vivono di piccoli risultati, dove il numero di ragazzi è sempre risicato, giocare e perdere male può rappresentare un problema che va al di la della singola partita. L'allenamento seguente, la prossima stagione qualche assenza in più, qualche iscrizione in meno.
A volte, quindi, utilizzare la difesa per limitare i danni ha senso!!
Ovviamente va insegnata mantenendo coerenza con il programma stilato, non cercando di "speculare" sulle mancanze altrui, ma intendendola veramente come parte di un percorso formativo, quindi utile alla carriera del nostro giocatore.
Wannes
venerdì 16 gennaio 2015
LA SQUADRA - Parte 1
Gli sport nel linguaggio comune , vengono suddivisi fondamentalmente in due grande categorie :
1) sport SINGOLI
2) sport DI SQUADRA
questa differenziazione è riferita esclusivamente tenendo conto alla prestazione ; quindi
, in modo molto semplicistico, possiamo affermare, e nessuno se la prenderà, che il tennis è uno sport singolo, il salto in alto, il golf anche, mentre il calciatore , il cestista , il pallavolista giocano in una squadra. E' questo un confine molto debole..ma ne parlerò più avanti.
In questo post mi piacerebbe parlare di cosa significa essere una squadra, come lo si diventa, sviscerandone alcuni punti e poi, se qualcuno interviene, parlarne.
Dal vocabolario .. SQUADRA: Nello sport, formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive (sport a squadre): s. di calcio, di rugby, di baseball, di hockey, di pallacanestro, di pallavolo, ecc.; gioco di squadra, soprattutto per indicarne la compattezza, il coordinamento. In sport individuali, gruppo di atleti che, per nazionalità, per appartenenza a una determinata associazione, per rappresentanza di una stessa casa industriale o commerciale, partecipano solidalmente a competizioni anche individuali: l’affermazione alle Olimpiadi della s. italiana di atletica leggera; la s. di pugili di una grande palestra; una s. ciclistica sponsorizzata da una grande industria.
La definizione del vocabolario è veramente molto interessante. Rileggetela..." formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive...." sino qui abbastanza semplice la cosa..
Ma poi parla di sport individuali...ed è bello.. Atleti che partecipano a competizioni singole ma fanno parte di una squadra. Pensiamo ad una staffetta nei 100 m, ma allarghiamo il concetto e pensiamo al rapporto allenatore/atleta, medico/atleta, i quali, per ottenere miglioramento e poi risultati devono formare una squara, solida, compatta, in cui la fiducia è alla massima potenza. Esistono quindi sport singoli ? o ne esistono solo di squadra ? Non lo so, sarebbe bello parlarne con un nuotatore o un tennista ad esempio, ma nella mia concezione preferisco definire lo sport come un gioco in cui due squadre si affrontano per raggiungere il miglior risultato.
wannes
1) sport SINGOLI
2) sport DI SQUADRA
questa differenziazione è riferita esclusivamente tenendo conto alla prestazione ; quindi
, in modo molto semplicistico, possiamo affermare, e nessuno se la prenderà, che il tennis è uno sport singolo, il salto in alto, il golf anche, mentre il calciatore , il cestista , il pallavolista giocano in una squadra. E' questo un confine molto debole..ma ne parlerò più avanti.
In questo post mi piacerebbe parlare di cosa significa essere una squadra, come lo si diventa, sviscerandone alcuni punti e poi, se qualcuno interviene, parlarne.
Dal vocabolario .. SQUADRA: Nello sport, formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive (sport a squadre): s. di calcio, di rugby, di baseball, di hockey, di pallacanestro, di pallavolo, ecc.; gioco di squadra, soprattutto per indicarne la compattezza, il coordinamento. In sport individuali, gruppo di atleti che, per nazionalità, per appartenenza a una determinata associazione, per rappresentanza di una stessa casa industriale o commerciale, partecipano solidalmente a competizioni anche individuali: l’affermazione alle Olimpiadi della s. italiana di atletica leggera; la s. di pugili di una grande palestra; una s. ciclistica sponsorizzata da una grande industria.
La definizione del vocabolario è veramente molto interessante. Rileggetela..." formazione organica che prende parte, come insieme unitario, a competizioni collettive...." sino qui abbastanza semplice la cosa..
Ma poi parla di sport individuali...ed è bello.. Atleti che partecipano a competizioni singole ma fanno parte di una squadra. Pensiamo ad una staffetta nei 100 m, ma allarghiamo il concetto e pensiamo al rapporto allenatore/atleta, medico/atleta, i quali, per ottenere miglioramento e poi risultati devono formare una squara, solida, compatta, in cui la fiducia è alla massima potenza. Esistono quindi sport singoli ? o ne esistono solo di squadra ? Non lo so, sarebbe bello parlarne con un nuotatore o un tennista ad esempio, ma nella mia concezione preferisco definire lo sport come un gioco in cui due squadre si affrontano per raggiungere il miglior risultato.
wannes
domenica 21 dicembre 2014
ME LO ASPETTAVO.....
Me lo aspettavo...una sconfitta netta e meritata...Poche storie, ci hanno battuti sotto tutti punti di vista. Perché ? A caldo mi sento di dire che i miglioramento delle nostre avversarie sono stati maggiori. La responsabilità ? Ovviamente è dello staff tecnico, mia su tutti.
Sarebbe però ingiusto non tener conto dell'impegno dei ragazzi, giocatori in costruzione che con impegno affrontano tutti gli appuntamenti. Perdere non è mai piacevole ma succede e non è di certo la fine del mondo.
Rialzare la testa e giocare più insieme. Abbassiamo i torni e ricominciamo a giocare insieme...
Wannes
Sarebbe però ingiusto non tener conto dell'impegno dei ragazzi, giocatori in costruzione che con impegno affrontano tutti gli appuntamenti. Perdere non è mai piacevole ma succede e non è di certo la fine del mondo.
Rialzare la testa e giocare più insieme. Abbassiamo i torni e ricominciamo a giocare insieme...
Wannes
lunedì 15 dicembre 2014
LA FULGOR CI INSEGNA...
Oggi seconda giornata del girone di ritorno, campionato Elite U17. L'avversario è la Fulgor Omegna, squadra battuta nettamente nel girone di andata. Nel pre gara ed in tutta la settimana ho avvisato i ragazzi, decidendo loro che la partita del girone di andata è stata vinta con un punteggio più largo di quello che veramente erano i valori in campo. Naturalmente, come è normale che accada, oggi la gara è stata combattuta, con noi spessissimo sotto.
Tecnicamente una partita costellata, almeno da parte nostra, da orrori...tanti, troppi...
Il numero delle palle perse è IMBARAZZANTE, superano abbondantemente le 30.
Il numero delle palle perse è IMBARAZZANTE, superano abbondantemente le 30.
Le cause ? Penso che gran parte del merito sia dei nostri avversari, avendo loro "rotto" il nostro ritmo di gioco, difendendo con difese arcigne, raddoppi, anche qualche accenno di difesa a zona.
Questo modo di difendere ha tolto in noi molte sicurezze, evidenziando in modo palese i nostri difetti, (e qui c'è invece la nostra grande colpa) uno su tutto il fondamentale del passaggio.
E' forse il fondamentale, con il tiro, su cui lavoriamo di più, sia tecnicamente, sia tatticamente, ma il percorso è lungo, impegnativo sotto tutti gli aspetti.
ormai i ragazzi li conosco e sono arrivato alla conclusione che il problema maggiore, a prescindere dagli aspetti come la passione e conoscenza del gioco, siano gli ormai bistrattati FONDAMENTALI....
Ahhhh che parolone , una parola che riempie la bocca ai più ma poi, in realtà, chi li insegna ?
La squadra di Omegna è una di quelle squadre che è decisamente migliorata nei fondamentali, ma soprattutto in un aspetto in particolare. La posizione FONDAMENTALE. Eh si cari miei, senza una corretta posizione fondamentale non si può giocare a basket.
La posizione fondamentale tutti voi la conoscete, e tutti voi sapete quanto sia difficile insegnarla, farla digerire ed includerla nel bagaglio dei giocatori... Sto scrivendo cose scontate ? certo!! Ed allora perchè la maggior parte dei ragazzi, compresi i miei, sono perennemnte in posizione eretta ??
Omegna ha avuto un altro grande miglioramento, ovvero quello fisico/atletico. Sono certo che questo miglioramento faccia si che tutto il resto possa progredire più facilmente.
Quali possono essere le strade che portano ad una posizione fondamentale corretta ? Si parte ovviamente da molto lontano, dal mini basket di cui, come sempre non parlo. però tutti gli allenatori, con un po di consocenza e fantasia possono trovare delle soluzioni affinchè i ragazzi capiscano :
L'IMPORTANZA della posione
LA TECNICA
Ci ostiniamo a rendere le partite tattiche quando poi non possiamo far nulla di tattico in quanto non preparati. Ci ostiniamo a trovare alibi, correggendo solo gli aspetti caratteriali..quel ragazzo non ha voglia..trova sempre una scusa... Abbiamo la possibilità del dar del nostro...ma siamo occupati a piangere...
NELLA POSIZIONE FONDAMENTALE SI HANNO :
- PIEGHI LARGHI
- PESO DISTRIBUITO SUI PIEDI CON I TALLONI SCARICHI
- GAMBE PIEGATE
- SCHIENA LEGGERMENTE PIEGATA IN AVANTI
- PIEDI/BRACCIA/MANI/TESTA/OCCHI PRONTI
i dettagli li consocete tutti....la posizione delle ginocchia, l'angolo della schiena ecc ecc eccc.....
Da qui si parte, poi tutto il resto...è NOIA......
nella categoria che attualmente alleno, forse sono al limite o lo ho già superato, quindi insegnare "una postura e posizione " corretta è difficilissima soprattutto per i ragazzi più alti.
wannes
E' forse il fondamentale, con il tiro, su cui lavoriamo di più, sia tecnicamente, sia tatticamente, ma il percorso è lungo, impegnativo sotto tutti gli aspetti.
ormai i ragazzi li conosco e sono arrivato alla conclusione che il problema maggiore, a prescindere dagli aspetti come la passione e conoscenza del gioco, siano gli ormai bistrattati FONDAMENTALI....
Ahhhh che parolone , una parola che riempie la bocca ai più ma poi, in realtà, chi li insegna ?
La squadra di Omegna è una di quelle squadre che è decisamente migliorata nei fondamentali, ma soprattutto in un aspetto in particolare. La posizione FONDAMENTALE. Eh si cari miei, senza una corretta posizione fondamentale non si può giocare a basket.
La posizione fondamentale tutti voi la conoscete, e tutti voi sapete quanto sia difficile insegnarla, farla digerire ed includerla nel bagaglio dei giocatori... Sto scrivendo cose scontate ? certo!! Ed allora perchè la maggior parte dei ragazzi, compresi i miei, sono perennemnte in posizione eretta ??
Omegna ha avuto un altro grande miglioramento, ovvero quello fisico/atletico. Sono certo che questo miglioramento faccia si che tutto il resto possa progredire più facilmente.
Quali possono essere le strade che portano ad una posizione fondamentale corretta ? Si parte ovviamente da molto lontano, dal mini basket di cui, come sempre non parlo. però tutti gli allenatori, con un po di consocenza e fantasia possono trovare delle soluzioni affinchè i ragazzi capiscano :
L'IMPORTANZA della posione
LA TECNICA
Ci ostiniamo a rendere le partite tattiche quando poi non possiamo far nulla di tattico in quanto non preparati. Ci ostiniamo a trovare alibi, correggendo solo gli aspetti caratteriali..quel ragazzo non ha voglia..trova sempre una scusa... Abbiamo la possibilità del dar del nostro...ma siamo occupati a piangere...
NELLA POSIZIONE FONDAMENTALE SI HANNO :
- PIEGHI LARGHI
- PESO DISTRIBUITO SUI PIEDI CON I TALLONI SCARICHI
- GAMBE PIEGATE
- SCHIENA LEGGERMENTE PIEGATA IN AVANTI
- PIEDI/BRACCIA/MANI/TESTA/OCCHI PRONTI
i dettagli li consocete tutti....la posizione delle ginocchia, l'angolo della schiena ecc ecc eccc.....
Da qui si parte, poi tutto il resto...è NOIA......
nella categoria che attualmente alleno, forse sono al limite o lo ho già superato, quindi insegnare "una postura e posizione " corretta è difficilissima soprattutto per i ragazzi più alti.
wannes
mercoledì 26 novembre 2014
VISTA DAI GRANDI - CATEGORIA UNDER 19 - 1° parte
Come ho scritto un po di giorni fa, la visione di un giocatore che esce dal settore giovanile da parte del "responsabile giovanile" e dal "coach prima squadra" ha spessisimo diversità oggettiva.
Trovo quindi molto interessante fare il percorso inverso, indossando il "cappello del coach dei grandi".
Il presupposto che mi spinge a pensare che vi sai una differenza di aspettativa differente tra le due figure, è molto semplice : il coach della prima squadra ha come obiettivo primario il vincere le partite.
A differenza del responsabile giovanile, il quale non ha questo impellente obbligo, il coach (chiamiamo così chi si occupa di prima squadra) deve arrivare a risultati del tutto misurabili in un tempo relativamente breve. Comprendo, quindi, che i bisogni dell'uno siano diversi dai bisogni dell'altro, che, per sua fortuna, può pianificare un lavoro strutturato e mutabile in un periodo pluriannuale.
Partiamo....
CATEGORIA UNDER 19
Giocatori con piene competenze tecniche e molte competenze tattiche.
Conoscenza di letture in situazioni di :
- collaborazioni tra esterni senza blocchi
- collaborazioni tra interni senza blocchi
- uso e letture di blocchi verticali/orizzontali
- uso e letture di blocchi stagger
- pick and roll con relative sponde e scelte
Conoscenza dei sistemi di gioco più "comuni":
- FLEX
- PRINCETON
- "GIOCHI DI ATTRAVERRSAMENTO"
- "GIOCHI A TERMINE"
- Difesa su tutti i blocchi
- Difesa sul p&r (almeno tre modi)
- Rotazioni e cambi
- Difese a zona (2/3 - 3/2 - 1/3/1)
- Cenni su difese miste
- Difese a pressing, uomo e zona.
Ovviamente non ci si aspetta una esecuzione perfetta in tutte le cose, ma una conoscenza si.
Alcune cose sono però indispensabili:
- portare un blocco
- sfruttare un blocco
- Difesa 2/1/2
Giocatore tecnicamente e fisicamente, pronto a competere con i più grandi.
All'interno di un gruppo senior sei ormai un giocatore senior in tutto e per tutto.
"Questo elenco di competenze, ovvero quelle che secondo me un coach vorrebbe dai suoi giovani, sono dal mio punto di vista irraggiungibili al termine delle categorie giovanili, tranne che per giocatori particolarmente dotati. Io penso che il mondo della prima squadra debba interfacciarsi a quello giovanile e viceversa. Non è per nulla semplice, ma la visione di più persone, che trattano la stessa cosa con obiettivi diversi, con un "cappello" differente non può far altro che arricchire i ragazzi che poi è la cosa che veramente conta"
Wannes
Trovo quindi molto interessante fare il percorso inverso, indossando il "cappello del coach dei grandi".
Il presupposto che mi spinge a pensare che vi sai una differenza di aspettativa differente tra le due figure, è molto semplice : il coach della prima squadra ha come obiettivo primario il vincere le partite.
A differenza del responsabile giovanile, il quale non ha questo impellente obbligo, il coach (chiamiamo così chi si occupa di prima squadra) deve arrivare a risultati del tutto misurabili in un tempo relativamente breve. Comprendo, quindi, che i bisogni dell'uno siano diversi dai bisogni dell'altro, che, per sua fortuna, può pianificare un lavoro strutturato e mutabile in un periodo pluriannuale.
Partiamo....
CATEGORIA UNDER 19
Giocatori con piene competenze tecniche e molte competenze tattiche.
Conoscenza di letture in situazioni di :
- collaborazioni tra esterni senza blocchi
- collaborazioni tra interni senza blocchi
- uso e letture di blocchi verticali/orizzontali
- uso e letture di blocchi stagger
- pick and roll con relative sponde e scelte
Conoscenza dei sistemi di gioco più "comuni":
- FLEX
- PRINCETON
- "GIOCHI DI ATTRAVERRSAMENTO"
- "GIOCHI A TERMINE"
- Difesa su tutti i blocchi
- Difesa sul p&r (almeno tre modi)
- Rotazioni e cambi
- Difese a zona (2/3 - 3/2 - 1/3/1)
- Cenni su difese miste
- Difese a pressing, uomo e zona.
Ovviamente non ci si aspetta una esecuzione perfetta in tutte le cose, ma una conoscenza si.
Alcune cose sono però indispensabili:
- portare un blocco
- sfruttare un blocco
- Difesa 2/1/2
Giocatore tecnicamente e fisicamente, pronto a competere con i più grandi.
All'interno di un gruppo senior sei ormai un giocatore senior in tutto e per tutto.
"Questo elenco di competenze, ovvero quelle che secondo me un coach vorrebbe dai suoi giovani, sono dal mio punto di vista irraggiungibili al termine delle categorie giovanili, tranne che per giocatori particolarmente dotati. Io penso che il mondo della prima squadra debba interfacciarsi a quello giovanile e viceversa. Non è per nulla semplice, ma la visione di più persone, che trattano la stessa cosa con obiettivi diversi, con un "cappello" differente non può far altro che arricchire i ragazzi che poi è la cosa che veramente conta"
Wannes
lunedì 24 novembre 2014
IL PRESIDENTE HA RAGIONE....
Qualche giorno fa abbiamo giocato una partita a Settimo Torinese, vincendo; è stata una partita di non buon livello, in cui , a momenti alterni, si sono notati diversi miglioramenti offuscati, poi, da minuti di orrori inenarrabili.
Preso dallo sconforto, anche se non dovrebbe essere un sentimento presente nella sfera emotiva di un allenatore, ho deciso di NON aiutare la squadra. "ORA VE LA CAVATE DA SOLI.." La mia gestione della partita è stata solo quella di far dei cambi, a volte sensati altri neppure tanto...
La lezione sarà servita ? Non lo so, a me di sicuro ha fatto molto riflettere; il nostro EQUILIBRIO è molto labile....ogni esperienza è una nuova esperienza!!
In questa partita ero accompagnato dal Presidente, il quale, ad un certo punto si alza dalla sua postazione ed afferma "NON NE POSSO PIU'". La frase è stata pronunciata dopo una lunghissima serie di giocate atroci da parte di entrambe le squadre.
Questa frase mi è girata nella testa dal secondo successivo in cui è stata pronunciata, ed ancor oggi ci veleggia...
Mi sono posto tantissime domande, alle quali ho dato diverse risposte , cercando di non trovare, alibi, scuse che offuscano poi la realtà. Tra queste domande, una in particolare continua ad assillarmi:
" COSA PUO' PRETENDERE IL PRESIDENTE DALLE SUE SQUADRE E COACH ?"
La risposta più "facile" è: veder formare giocatori che abbiano un futuro, grande o piccolo non importa. Formare buoni giocatori, molto spesso significa anche monetizzare , creare un po di reddito, e questo coincide spesso con la sopravvivenza della società o, nei migliori dei casi, di qualche importante investimento.
Secondo me però, la risposta corretta e forse più romantica a questa domanda è : VEDER GIOCARE BENE!!!
Questo non significa ne vincere, ne perdere! Non significa neppure avere ragazzi che diventeranno campioni o delle schiappe; non significa dare il massimo, tuffarsi o qualsiasi altro gesto che anima i più....
A mio avviso, il vero significato è VEDERE della pallacanestra giocata con "PIACERE", in cui i ragazzi si "DIVERTONO", dove col crescere il "GIOCO" ha un senso sempre più "FINE"; gli ORRORI son sempre meno, l'impegno è allo SPASIMO, i SORRISI sono tanti, la tensione è quella GIUSTA.
Chi fa basket, sa cosa significa giocare bene....anche se ho il dubbio che forse questa cosa la percepisce ancor di più chi non si occupa direttamene di questo sport...
Il nostro presidente la pallacanestro la conosce, sa cosa significa giocar bene ed allora è compito di tutti noi fare in modo che i gruppi, nel giorno della partita, offrano uno spettacolo che faccia brillare gli occhi e non chiuderli.... Si può sbagliare, a volte si deve sbagliare, ma la QUALITA' deve ripagare, almeno nell'animo, chi di impegno ne mette tantissimo, pur stando dietro ad una scrivania, seduto al tavolo o in tribuna.
Spero che non mi capiti più sentire pronunciare queste parole; vorrebbe così dire GIOCARE BENE; Abbiamo vinto, ma un po abbiamo anche perso...
Wannes
Preso dallo sconforto, anche se non dovrebbe essere un sentimento presente nella sfera emotiva di un allenatore, ho deciso di NON aiutare la squadra. "ORA VE LA CAVATE DA SOLI.." La mia gestione della partita è stata solo quella di far dei cambi, a volte sensati altri neppure tanto...
La lezione sarà servita ? Non lo so, a me di sicuro ha fatto molto riflettere; il nostro EQUILIBRIO è molto labile....ogni esperienza è una nuova esperienza!!
In questa partita ero accompagnato dal Presidente, il quale, ad un certo punto si alza dalla sua postazione ed afferma "NON NE POSSO PIU'". La frase è stata pronunciata dopo una lunghissima serie di giocate atroci da parte di entrambe le squadre.
Questa frase mi è girata nella testa dal secondo successivo in cui è stata pronunciata, ed ancor oggi ci veleggia...
Mi sono posto tantissime domande, alle quali ho dato diverse risposte , cercando di non trovare, alibi, scuse che offuscano poi la realtà. Tra queste domande, una in particolare continua ad assillarmi:
" COSA PUO' PRETENDERE IL PRESIDENTE DALLE SUE SQUADRE E COACH ?"
La risposta più "facile" è: veder formare giocatori che abbiano un futuro, grande o piccolo non importa. Formare buoni giocatori, molto spesso significa anche monetizzare , creare un po di reddito, e questo coincide spesso con la sopravvivenza della società o, nei migliori dei casi, di qualche importante investimento.
Secondo me però, la risposta corretta e forse più romantica a questa domanda è : VEDER GIOCARE BENE!!!
Questo non significa ne vincere, ne perdere! Non significa neppure avere ragazzi che diventeranno campioni o delle schiappe; non significa dare il massimo, tuffarsi o qualsiasi altro gesto che anima i più....
A mio avviso, il vero significato è VEDERE della pallacanestra giocata con "PIACERE", in cui i ragazzi si "DIVERTONO", dove col crescere il "GIOCO" ha un senso sempre più "FINE"; gli ORRORI son sempre meno, l'impegno è allo SPASIMO, i SORRISI sono tanti, la tensione è quella GIUSTA.
Chi fa basket, sa cosa significa giocare bene....anche se ho il dubbio che forse questa cosa la percepisce ancor di più chi non si occupa direttamene di questo sport...
Il nostro presidente la pallacanestro la conosce, sa cosa significa giocar bene ed allora è compito di tutti noi fare in modo che i gruppi, nel giorno della partita, offrano uno spettacolo che faccia brillare gli occhi e non chiuderli.... Si può sbagliare, a volte si deve sbagliare, ma la QUALITA' deve ripagare, almeno nell'animo, chi di impegno ne mette tantissimo, pur stando dietro ad una scrivania, seduto al tavolo o in tribuna.
Spero che non mi capiti più sentire pronunciare queste parole; vorrebbe così dire GIOCARE BENE; Abbiamo vinto, ma un po abbiamo anche perso...
Wannes
giovedì 13 novembre 2014
LA PROGRAMMAZIONE DEL SETTORE GIOVANILE - 5° Parte
La categoria under 17 è dal mio punto di vista la più affascinante per diversi aspetti; il primo è che si "fa veramente basket", dove un allenatore può sperimentare tantissime cose. Il gioco dovrebbe diventare "godibile" e si ha la sensazione di avvicinarsi a quello che sarà poi la pallacanestro dei "grandi". C'è ancora tanto tempo, ma non così elevato per perderne. Ogni minuto in palestra va utilizzato con grande "rispetto". Se ne ha sempre troppo poco per tutte le cose che si devono affrontare ed imparare.
Quest'anno ho la fortuna di allenare questa categoria....e devo ammettere di essere lontanissimo dalla programmazione che per me è idonea allo sviluppo del giocatore. Faccio un po il gambero, un po levriero ed altre volte il bradipo...(sigh...). Ma abbiamo tutti in testa, almeno spero, dove vogliamo arrivare.
Il gioco non è più un mistero....si riconoscono situazioni di vantaggio create dalla squadra e concretizzate da un compagno o se stessi. I blocchi sono riconosciuti e letti, forse si giocherà anche del pick and roll...Ahhh il P&R.... La difesa sui blocchi a mio avviso deve essere coerente con tutto il percorso sin qui eseguito dai ragazzi. Non possiamo aver chiesto forte pressione per tutta la loro carriera e poi, ad esempio, tagliare i blocchi come regola. La prima cosa difensiva è mantenere un "CONCETTO COMUNE" a tutte le situazioni, poi sviluppate in modo differtente.
Nel pick and Roll semplificherei la vita ai ragazzi. Il così detto "show" sarà , coerentemente, la prima scelta, seguita, forse, da un paio di altre situazioni (cambio ???).
Mi preme moltissimo sottolineare l'aspetto del RITMO.
A questa età i giocatori (ormai lo sono) DEVONO riconoscere il proprio ritmo, il ritmo del gioco ed il ritmo di squadra... Capire quale ritmo è idoneo in quel momento, in quella partita. Troppo spesso siamo noi allenatori ad imporlo, cosa che trovo non corretta. Saranno i giocatori che , mediante esperienze, preparazione, dovranno riconoscere quali sia la miglior condizione per giocare.
Se i ragazzi avranno avuto una formazione completa , dove per completa non intendo che sappiano fare tutto, saranno pronti ad imparare velocemente qualsiasi cosa. Per completa quindi intendo una formazione in cui:
E' per me IMPORTANTISSIMO che sia :
- PRONTO TECNICAMENTE
- PRONTO MENTALMENTE
- PRONTO FISICAMENTE
- "DUTTILE NELLA CONOSCENZA"
Ho letto un paio di anni fa una nota ( non dirò mai di chi...ma molti ne rimasero stupiti...) dove vi si affermava che il vero miglioramento i ragazzi lo hanno i primi ani dopo il percorso giovanile, grazie agli allenatori della prima squadra. E' una nota a mio modestissimo parere, superficiale, di chi, probabilente, non conosce il percorso che un ragazzo, insieme a coaches e Team, compiono in tutti gli anni. La capacità di apprendimento di uno specifico movimento, situazione, difesa sarà più rapido quanto più rapido sarà preparato il ragazzo TENCNICAMENTE, MENTALMENTE e FISICAMENTE. Se sarà altrettando DUTTILE MENTALEMNTE, potrà trasformarsi in poco tempo.
Il problema è questo.. gli allenatore della pprima squdra pretendono ragazzi che siano in grado di giocare con veterani di grande esperienza e valore, che conoscano il basket (Compreso le origini e l'evoluzione); non hanno voglia di INSEGNARE ma solo di amministrare, perchè, ed è la verità, conta il risultato della domenica. Ovviamente sto generalizzando. Ho bellissimi esempi che mi smentisco, ma , ahimè, la maggioranza, non ha "tempo" e forse "spazio" per poter programmare la crescita di un giovane giocatore all'interno del gruppo senior.
Pongo sempre questa domanda.... negli Stati Uniti, quelli che hanno inventato il gioco, i più forti e bravi al mondo, un giocatore finisce la propria formazione dopo l'università (tranne in rarissimi casi), dopo di che ha ancora un anno da rookie (22/23 anni), perchè noi, meno bravi, pretendiamo che i nostri ragazzi siano preparati a 19/20 ?
wannes
Quest'anno ho la fortuna di allenare questa categoria....e devo ammettere di essere lontanissimo dalla programmazione che per me è idonea allo sviluppo del giocatore. Faccio un po il gambero, un po levriero ed altre volte il bradipo...(sigh...). Ma abbiamo tutti in testa, almeno spero, dove vogliamo arrivare.
CATEGORIA UNDER 19 (5° categoria giovanile)
E' anagraficamente l'ultima categoria giovanile, anche questa formata da 2 annate. Il lavoro di assemblaggio di due gruppi, dove ve ne sia l'esigenza, è difficile ma forse meno laborioso della categoria precedente, soprattutto perchè i ragazzi sono preparati a questa variazione. Hanno già avuto una esperienza importante.
I fondamentali sono sempre più affinati. Palleggio alla Alan Iverson.. (seee magari..) ma comunque un buon controllo della palla. Le partenze, anche quelle "speciali" (Bodiroga, lancio della palla da mano opposta su quella incrociata) vengono sperimentate ed affinate. Il passaggio è assolutamente preciso, con l'uso adeguato del tipo di passaggio in base alla situazione. Le finte..utilizzate in tutti i fondamentali. Si tira con continuità da 2 punti ( le %) e si segna da 3 punti. Difese speciali a uomo..pressing a tutto campo, qualche furbata tattica.... Le collaorazioni est/est ed int/est sono studiate e giocate. Il gioco non è più un mistero....si riconoscono situazioni di vantaggio create dalla squadra e concretizzate da un compagno o se stessi. I blocchi sono riconosciuti e letti, forse si giocherà anche del pick and roll...Ahhh il P&R.... La difesa sui blocchi a mio avviso deve essere coerente con tutto il percorso sin qui eseguito dai ragazzi. Non possiamo aver chiesto forte pressione per tutta la loro carriera e poi, ad esempio, tagliare i blocchi come regola. La prima cosa difensiva è mantenere un "CONCETTO COMUNE" a tutte le situazioni, poi sviluppate in modo differtente.
Nel pick and Roll semplificherei la vita ai ragazzi. Il così detto "show" sarà , coerentemente, la prima scelta, seguita, forse, da un paio di altre situazioni (cambio ???).
Mi preme moltissimo sottolineare l'aspetto del RITMO.
A questa età i giocatori (ormai lo sono) DEVONO riconoscere il proprio ritmo, il ritmo del gioco ed il ritmo di squadra... Capire quale ritmo è idoneo in quel momento, in quella partita. Troppo spesso siamo noi allenatori ad imporlo, cosa che trovo non corretta. Saranno i giocatori che , mediante esperienze, preparazione, dovranno riconoscere quali sia la miglior condizione per giocare.
Se i ragazzi avranno avuto una formazione completa , dove per completa non intendo che sappiano fare tutto, saranno pronti ad imparare velocemente qualsiasi cosa. Per completa quindi intendo una formazione in cui:
- si siano studiati i fondamentali, recepiti e consolidati;
- si abbia coscenza di se stessi;
- si conosca il "gioco" ;
- si sia maturati come persone, atleti e compagni di squadra.
E' per me IMPORTANTISSIMO che sia :
- PRONTO TECNICAMENTE
- PRONTO MENTALMENTE
- PRONTO FISICAMENTE
- "DUTTILE NELLA CONOSCENZA"
Ho letto un paio di anni fa una nota ( non dirò mai di chi...ma molti ne rimasero stupiti...) dove vi si affermava che il vero miglioramento i ragazzi lo hanno i primi ani dopo il percorso giovanile, grazie agli allenatori della prima squadra. E' una nota a mio modestissimo parere, superficiale, di chi, probabilente, non conosce il percorso che un ragazzo, insieme a coaches e Team, compiono in tutti gli anni. La capacità di apprendimento di uno specifico movimento, situazione, difesa sarà più rapido quanto più rapido sarà preparato il ragazzo TENCNICAMENTE, MENTALMENTE e FISICAMENTE. Se sarà altrettando DUTTILE MENTALEMNTE, potrà trasformarsi in poco tempo.
Il problema è questo.. gli allenatore della pprima squdra pretendono ragazzi che siano in grado di giocare con veterani di grande esperienza e valore, che conoscano il basket (Compreso le origini e l'evoluzione); non hanno voglia di INSEGNARE ma solo di amministrare, perchè, ed è la verità, conta il risultato della domenica. Ovviamente sto generalizzando. Ho bellissimi esempi che mi smentisco, ma , ahimè, la maggioranza, non ha "tempo" e forse "spazio" per poter programmare la crescita di un giovane giocatore all'interno del gruppo senior.
Pongo sempre questa domanda.... negli Stati Uniti, quelli che hanno inventato il gioco, i più forti e bravi al mondo, un giocatore finisce la propria formazione dopo l'università (tranne in rarissimi casi), dopo di che ha ancora un anno da rookie (22/23 anni), perchè noi, meno bravi, pretendiamo che i nostri ragazzi siano preparati a 19/20 ?
wannes
mercoledì 12 novembre 2014
LA PROGRAMMAZIONE DEL SETTORE GIOVANILE - 4° Parte
La categoria under 15 di cui ho parlato ieri,è, a mio avviso il vero spartiacque tra un basket "giocato" ed un basket "giocato e studiato"; con questo intendo dire che le richieste e le proposte fatte ai giocatori subiranno un salto grandissimo, un valore notevole, provocando uno squilibrio nei ragazzi a volte di difficile gestione. Il compito dell'allenatore è proprio quello di pianificare un percorso che renda questo salto meno lungo o alto...arrivando all'obiettivo gradatamente.
CATEGORIA UNDER 17 (4° categoria giovanile)
Qualche anno fa affermavo che questa era l'ultima vera categoria giovanile..una vera idiozia. E' però la prima categoria in cui vi saranno due annate. Quest'anno, ad esempio, vi sono i nati nel 1998 (annata forte) ed i nati nel 1999 (annata debole). Nell'arco di pochissimi mesi, occorrerà far diventare 2 GRUPPI una vera SQUADRA, una impresa, questa, proibitiva a volte.
Nel post precedente ho affermato che, nella categoria U15, occorra fare di più, aumentare le esperienze, inserire concetti e situazioni complesse (razionalizzandole e semplificandole). Una delle tante motivazioni è proprio la doppia annata. I più vecchietti... hanno già un "annualità" trascorsa in questa categoria, incontrando e sperimentando alcune situazioni più complesse, argomento in generale, mi auspico, della UNDER17. La seconda annata non può presentarsi totalmente a digiuno di alcuni concetti; il lavoro ne verrebbe modificato in modo importante.
I fondamentali diventano "fini", ovvero il livello analitico del gesto incomincia ad essere studiato nei dettagli.
Le partenze , tutte o quasi, sono conosciute. La palla, nel palleggio, è una vera estensione della mano (questo non la totalità dei ragazzi, ma gran numero di essi si..). Il tiro in avvicinamento, con anche il power shot, è una vera arma. Quindi, i contatti, con in loro uso, è argomento TOPICO.
Il tiro piazzato diventa una punizione per gli errori avversari, così come quello da tre punti aumenta le percentuali. In difesa si scivola , corre e riscivola (tutte le combinazioni), con aiuti e qualche rotazione. Vi sono situazioni di cambio ben catalogate.
1 c 1 offensivo , con e senza palla, ha ora due precisi obiettivi :
- FINALIZZARE UN VANTAGGIO COSTRUITO DAI COMPAGNI O CREATO ;
- CREARE UN VANTAGGIO O AMPLIARLO.
concettualmente sono cose che già nella annate precedenti vengono insegnate, ma penso che da questa categoria, tutti, devono essere in grado di capire alcune situazioni di gioco, nelle quali si farà 1c1 per costruire delle vere COLLABORAZIONI.
L'uso dello spazio, dentro area e fuori area, è da sviluppare a prescindere dalle dimensioni dei giocatori.
Si inseriranno letture sui blocchi più impegnative, forse anche il pick and roll anche se non è cosa, a mio avviso, prioritaria.
E' invece un elemento IMPORTANTISSIMO il RITMO DELLA SQUADRA.
I ragazzi al termine della categoria devono riconoscere le situazioni in cui POSSONO e DEVONO giocare a GRANDE RITMO, e situazioni in cui invece è INDISPENSABILE VARIARLO RALLENTARLO.
La comprensione del gioco deve aumentare in modo esponenziale.
I problemi esposti dai coach devono essere stimolanti, dando una visibilità a quello che è l'obiettivo finale....
Un aspetto che verrà inserito in questo anno è il lavoro fisico, lavoro che diventa NECESSARIO allo sviluppo atletico dei ragazzi. Non sarà più sufficiente avere ragazi che entrano in campo per giocare solamente a basket. Dovranno sapere che si lavorerà anche per il loro miglioramento atletico e mentale.
Incominciano a diventare grandi, le NOSTRE RESPONSABILITA' aumentano.....
CATEGORIA UNDER 17 (4° categoria giovanile)
Qualche anno fa affermavo che questa era l'ultima vera categoria giovanile..una vera idiozia. E' però la prima categoria in cui vi saranno due annate. Quest'anno, ad esempio, vi sono i nati nel 1998 (annata forte) ed i nati nel 1999 (annata debole). Nell'arco di pochissimi mesi, occorrerà far diventare 2 GRUPPI una vera SQUADRA, una impresa, questa, proibitiva a volte.
Nel post precedente ho affermato che, nella categoria U15, occorra fare di più, aumentare le esperienze, inserire concetti e situazioni complesse (razionalizzandole e semplificandole). Una delle tante motivazioni è proprio la doppia annata. I più vecchietti... hanno già un "annualità" trascorsa in questa categoria, incontrando e sperimentando alcune situazioni più complesse, argomento in generale, mi auspico, della UNDER17. La seconda annata non può presentarsi totalmente a digiuno di alcuni concetti; il lavoro ne verrebbe modificato in modo importante.
I fondamentali diventano "fini", ovvero il livello analitico del gesto incomincia ad essere studiato nei dettagli.
Le partenze , tutte o quasi, sono conosciute. La palla, nel palleggio, è una vera estensione della mano (questo non la totalità dei ragazzi, ma gran numero di essi si..). Il tiro in avvicinamento, con anche il power shot, è una vera arma. Quindi, i contatti, con in loro uso, è argomento TOPICO.
Il tiro piazzato diventa una punizione per gli errori avversari, così come quello da tre punti aumenta le percentuali. In difesa si scivola , corre e riscivola (tutte le combinazioni), con aiuti e qualche rotazione. Vi sono situazioni di cambio ben catalogate.
1 c 1 offensivo , con e senza palla, ha ora due precisi obiettivi :
- FINALIZZARE UN VANTAGGIO COSTRUITO DAI COMPAGNI O CREATO ;
- CREARE UN VANTAGGIO O AMPLIARLO.
concettualmente sono cose che già nella annate precedenti vengono insegnate, ma penso che da questa categoria, tutti, devono essere in grado di capire alcune situazioni di gioco, nelle quali si farà 1c1 per costruire delle vere COLLABORAZIONI.
L'uso dello spazio, dentro area e fuori area, è da sviluppare a prescindere dalle dimensioni dei giocatori.
Si inseriranno letture sui blocchi più impegnative, forse anche il pick and roll anche se non è cosa, a mio avviso, prioritaria.
E' invece un elemento IMPORTANTISSIMO il RITMO DELLA SQUADRA.
I ragazzi al termine della categoria devono riconoscere le situazioni in cui POSSONO e DEVONO giocare a GRANDE RITMO, e situazioni in cui invece è INDISPENSABILE VARIARLO RALLENTARLO.
La comprensione del gioco deve aumentare in modo esponenziale.
I problemi esposti dai coach devono essere stimolanti, dando una visibilità a quello che è l'obiettivo finale....
Un aspetto che verrà inserito in questo anno è il lavoro fisico, lavoro che diventa NECESSARIO allo sviluppo atletico dei ragazzi. Non sarà più sufficiente avere ragazi che entrano in campo per giocare solamente a basket. Dovranno sapere che si lavorerà anche per il loro miglioramento atletico e mentale.
Incominciano a diventare grandi, le NOSTRE RESPONSABILITA' aumentano.....
lunedì 10 novembre 2014
LA PROGRAMMAZIONE DEL SETTORE GIOVANILE - 3° Parte
Ho parlato sin'ora di Under 13 ed Under 14, categorie che presentano svariati livelli all'interno di un campionato, squadra. Sarebbe interessante capire il perchè, senza rifugiarci, come spesso accade, al fatto che un anno ho un gruppo "buono" l'anno dopo "no". Oltre alle caratteristiche peculiari dei ragazzi, gli istruttori avranno comunque una certa influenza ? a Voi la risposta....
CATEGORIA UNDER 15 (3° categoria giovanile)
Ci troviamo spesso di fronte a ragazzi con già diversi anni di attività. Se siamo fortunati già 6/7 anni. Se ci pensiamo hanno una enormità di tempo passato con la palla in mano.
E' una categoria IMPORTANTE in cui si gioca a basket. L'annata è, per regolamento, ancora singola (eventuali inserimenti di giocatori più giovani) con crescita fisica e mentale molto rapida.
I fondamentali diventano più "analitici", lo studio del tiro più accurato. Si tira da 3 punti e non si lancia più la palla.....
Il palleggio è eseguito correttamente con entrambe le mani, i passaggi sono precisi; il ball handling di buon livello.
Si scivola correttamente in difesa, si anticipa il lato forte , si è flottati (termine arcaico ma CORRETTO) sul lato debole. Le collaborazioni offensive incominciano a diventare importanti, non si taglia e basta... ci si muove con la palla, con il difensore, in base a quello che il "gioco" mi concede.
Si vede traccia del primo blocco, dal quale nasce una collaborazione, almeno, a 2. A mio avviso il tipo di blocco lo deciderà l'allenatore, in base alle caratteristiche dei giocatori, al loro percorso, alle caratteristiche del gruppo, alle capacità stesse dell'allenatore. Rimango dell'opinione che, se non conosco bene la metodologia di insegnamento, l'uso tecnico e tattico del movimento, la "situazione "non deve essere insegnata.
Ci sono anche le collaborazioni difensive, aiuto e recupero , rotazione, semplice, deve essere conosciuta.
E' per me indispensabile che tutte queste cose vengano insegnate, con però la piena consapevolezza che il giovane giocatore deve :
Questo giocatore , probabilmente, non aveva capito ne' il QUELLO ne il COME ne il PERCHE'.
La categoria UNDER 15 è per me una delle più importanti. Le richieste fatte ai giocatori si avvicinano sempre di più a quelle fatte a giocatori di BASKET. L'impatto mentale diventa decisivo. La crescita, corpo e mente dev'essere "almeno" contemporanea, inserendo degli stress che vadano a formare il giocatore fisicamente e tecnicamente, ma anche mentalmente, aspetto che troppo spesso viene dimenticato.
Proprio questa mattina, in ufficio, leggevo delle slide in cui si parlava di programmi, obiettivi; mi è rimasto impresso che l'inserimento di obiettivi, raggiungibili e coerenti, fanno crescere la persona.
In questa categoria si incomincia ad alzare "l'asticella". Gli obiettivi diventano sempre più "mirati"con richieste precise, alle quali i ragazzi devon dare altrettante risposte precise.
Wannes
CATEGORIA UNDER 15 (3° categoria giovanile)
Ci troviamo spesso di fronte a ragazzi con già diversi anni di attività. Se siamo fortunati già 6/7 anni. Se ci pensiamo hanno una enormità di tempo passato con la palla in mano.
E' una categoria IMPORTANTE in cui si gioca a basket. L'annata è, per regolamento, ancora singola (eventuali inserimenti di giocatori più giovani) con crescita fisica e mentale molto rapida.
I fondamentali diventano più "analitici", lo studio del tiro più accurato. Si tira da 3 punti e non si lancia più la palla.....
Il palleggio è eseguito correttamente con entrambe le mani, i passaggi sono precisi; il ball handling di buon livello.
Si scivola correttamente in difesa, si anticipa il lato forte , si è flottati (termine arcaico ma CORRETTO) sul lato debole. Le collaborazioni offensive incominciano a diventare importanti, non si taglia e basta... ci si muove con la palla, con il difensore, in base a quello che il "gioco" mi concede.
Si vede traccia del primo blocco, dal quale nasce una collaborazione, almeno, a 2. A mio avviso il tipo di blocco lo deciderà l'allenatore, in base alle caratteristiche dei giocatori, al loro percorso, alle caratteristiche del gruppo, alle capacità stesse dell'allenatore. Rimango dell'opinione che, se non conosco bene la metodologia di insegnamento, l'uso tecnico e tattico del movimento, la "situazione "non deve essere insegnata.
Ci sono anche le collaborazioni difensive, aiuto e recupero , rotazione, semplice, deve essere conosciuta.
E' per me indispensabile che tutte queste cose vengano insegnate, con però la piena consapevolezza che il giovane giocatore deve :
- CAPIRE QUELLO CHE FA;
- CAPIRE COME SI FA;
- CAPIRE IL PERCHE' LO FA.
Questo giocatore , probabilmente, non aveva capito ne' il QUELLO ne il COME ne il PERCHE'.
La categoria UNDER 15 è per me una delle più importanti. Le richieste fatte ai giocatori si avvicinano sempre di più a quelle fatte a giocatori di BASKET. L'impatto mentale diventa decisivo. La crescita, corpo e mente dev'essere "almeno" contemporanea, inserendo degli stress che vadano a formare il giocatore fisicamente e tecnicamente, ma anche mentalmente, aspetto che troppo spesso viene dimenticato.
Proprio questa mattina, in ufficio, leggevo delle slide in cui si parlava di programmi, obiettivi; mi è rimasto impresso che l'inserimento di obiettivi, raggiungibili e coerenti, fanno crescere la persona.
In questa categoria si incomincia ad alzare "l'asticella". Gli obiettivi diventano sempre più "mirati"con richieste precise, alle quali i ragazzi devon dare altrettante risposte precise.
Wannes
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