Sabato 27 febbraio ho partecipato al PAO organizzato dal comitato Lombardo i cui relatori, tutti di altissimo livello, hanno esposto lezioni riferite al settore giovanile.
Pala Lido, la tenso struttura, gremito in ogni seggiolino con circa 400 allenatori. Molti i giovani, tanti i miei coetanei, pochissimi i più vecchietti.
I relatori, dicevo, di altissimo livello, tra i quali Giordano Consolini, Luca Dalmonte, Antonio Bocchino , Andrea Capobianco ed il preparatore Matteo Panichi.
Tutti membri delle varie Nazionali senior e giovanili, maschili e femminili.
Ogni qualvolta assisto ad un PAO mi domando dell'utilità degli stessi. Certo i crediti, come la maggior parte , fanno comodo .... 6 questa volta, ma sarebbe troppo sminuente ed avvilente pensar di presentarsi alle lezioni solo con quel fine.
I PAO fanno riflettere.
Le lezioni iniziano e lo fanno alla grande con , a mio avviso, il più bravo allenatore di settore giovanile (a pari merito con Fede Danna e Menozzi) italiano. Giordano, gran comunicatore, gran studioso e conoscente della tecnica, parla di miglioramento di giovani giocatori esterni. Tanti aspetti interessanti, tra i quali "il far vedere la palla" per poi battere l'avversario. Arriva Luca Dal Monte, miglioramenti giocatori interni, con una lezioni forse più tattica (collaborazioni ??) che tecnica. Antonio Bocchino l'ultimo della mattinata, con un sistema di gioco formativo. Occorrerebbe avere un confronto per capire bene, ma rimane interessante.
Il pranzo, tappa ormai fondamentale per me, lo trascorro con una tavolata di maestri, Fede, Giordano Consolini, Andrea Menozzi , Pietro Cardile e giovani allenatori. Un'ora piacevole.
Si riparte.....temo la digestione...invece il preparatore Matteo Panichi, che non avevo mai sentito prima, rende la lezione leggera ed interessante...insomma passa rapidamente. Siamo all'ultima lezione, Andrea Capobianco. Devo ammetterlo, sono ormai un po stanco e non più abituato.
Non sono più molto concentrato ed ascolto con meno attenzione. Colpa mia.
Cosa mi porto via da questa giornata ? Beh per prima cosa la nuova esperienza di Oliver.....tutto il giorno in un box con altri amici. Avrà imparato un po di disciplina ?
Mi porto via delle riflessioni. Queste tante, dubbi che nascono, certezza più forti, possibilità di vedere le cose sotto un aspetto diverso. Alla fine, forse, i PAO servono a questo, ovvero a far pensare gli allenatori.
Tutto quello che mi viene in mente.... a volte cose sensate altre meno; ma parliamone...
I MIE POST....
- aprile 2017 (2)
- ottobre 2016 (1)
- settembre 2016 (1)
- luglio 2016 (1)
- giugno 2016 (1)
- maggio 2016 (1)
- marzo 2016 (1)
- gennaio 2016 (1)
- dicembre 2015 (2)
- ottobre 2015 (2)
- settembre 2015 (2)
- agosto 2015 (2)
- luglio 2015 (1)
- giugno 2015 (3)
- marzo 2015 (1)
- febbraio 2015 (3)
- gennaio 2015 (3)
- dicembre 2014 (3)
- novembre 2014 (7)
- ottobre 2014 (8)
- settembre 2014 (8)
sabato 5 marzo 2016
sabato 30 gennaio 2016
EHHH QUESTI FONDAMENTALI....
In queste ultime settimane, avendo ora lo status di "coach a casa", ho avuto la fortuna di assistere ad un allenamento di settore giovanile importante, guardare a Varese il derby con Milano, assistere ad all'allenamento dei migliori 2000 piemontesi e partecipare ad una riunione di aggiornamento formatori.
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
giovedì 31 dicembre 2015
MA QUALI PROPOSITI...
Siamo arrivati al 31dicembre di questo 2015. Che anno è stato ? Mi verrebbe da dire anonimo ma in realtà son successe, come è normale che sia, tantissime cose.
La cosa più bella è che sono diventato zio; uno status nuovo che in realtà non ho ancora ben capito cosa significhi esserlo. Non ho avuto gran esempi..però passo dopo passo imparerò. Quindi benvenuto Andrea.
Oliver è sempre Oliver ovvero un disastro simpatico, vulcanico , incazzoso e contemporaneamente tenerone. E' un cane, anzi, un giovane amico che ti abbraccia e subito dopo ti scansa cose se fossi la peggior cosa.
Gli amici..beh di amici con la A non ce ne sono tanti. Pochi anzi pochissimi ma buonissimi. Tra incazzature, battibecchi e risate è volato un altro anno.
Il basket è stato complicato, per quel che può essere complicato un Gioco ( il Gioco). Due esperienze gratificanti in modo diverso. La prima, qui a casa, con un gruppo di ragazzi qualsiasi, che saranno giocatori qualsiasi con però un fuoco che si è alimentato un po di più. In terra Lombarda gratificante per il vissuto, meditativo per il contenuto. E' bello pensare che ci sono certezze che lo diventano di meno, con dubbi che crescono. Alla fine è proprio questo il bello del Gioco .
Ci sono poi così tante altre cose che son successe in questo 2015 che paradossalmente non mi vengono persino in mente. Lo trovo persin buffo. Allora, cari amici, strizziamo l'occhio sinistro al 2015 e quello destro al 2016. I propositi lasciamoli per chi dice le bugie..che sono poi come quelle promesse non mantenibili, che ti fanno prendere ( o perdere) solo del tempo...Ci vediamo domani il giorno 1 del nuovo anno.
Pensiamo che in realtà..la natura mica lo sa che domani è il 2016...quindi non è che cambierà qualche cosa solo per la nuova data..se vogliamo cambiare qualche cosa veramente, basta agire..che sia il 20 giugno o il 31 dicembre...
Comunque sia, comunque la pensiate, buon anno a tutti o a pochi..boh.. non importa.
Wannes
La cosa più bella è che sono diventato zio; uno status nuovo che in realtà non ho ancora ben capito cosa significhi esserlo. Non ho avuto gran esempi..però passo dopo passo imparerò. Quindi benvenuto Andrea.
Oliver è sempre Oliver ovvero un disastro simpatico, vulcanico , incazzoso e contemporaneamente tenerone. E' un cane, anzi, un giovane amico che ti abbraccia e subito dopo ti scansa cose se fossi la peggior cosa.
Gli amici..beh di amici con la A non ce ne sono tanti. Pochi anzi pochissimi ma buonissimi. Tra incazzature, battibecchi e risate è volato un altro anno.
Il basket è stato complicato, per quel che può essere complicato un Gioco ( il Gioco). Due esperienze gratificanti in modo diverso. La prima, qui a casa, con un gruppo di ragazzi qualsiasi, che saranno giocatori qualsiasi con però un fuoco che si è alimentato un po di più. In terra Lombarda gratificante per il vissuto, meditativo per il contenuto. E' bello pensare che ci sono certezze che lo diventano di meno, con dubbi che crescono. Alla fine è proprio questo il bello del Gioco .
Ci sono poi così tante altre cose che son successe in questo 2015 che paradossalmente non mi vengono persino in mente. Lo trovo persin buffo. Allora, cari amici, strizziamo l'occhio sinistro al 2015 e quello destro al 2016. I propositi lasciamoli per chi dice le bugie..che sono poi come quelle promesse non mantenibili, che ti fanno prendere ( o perdere) solo del tempo...Ci vediamo domani il giorno 1 del nuovo anno.
Pensiamo che in realtà..la natura mica lo sa che domani è il 2016...quindi non è che cambierà qualche cosa solo per la nuova data..se vogliamo cambiare qualche cosa veramente, basta agire..che sia il 20 giugno o il 31 dicembre...
Comunque sia, comunque la pensiate, buon anno a tutti o a pochi..boh.. non importa.
Wannes
domenica 27 dicembre 2015
HO PRESO TEMPO....
La delusione è ancora forte...anche se sai di averci provato, provato nel modo che conosci, quello del lavoro, dello studio, delle prove, il fallimento è chiaro.
Undici, 11, sconfitte e zero vittorie. Alla fine conta questo.
Undici partite in cui ho giustificato, mi sono giustificato e quando capita questo significa che non è andato bene nulla. Al di la delle sconfitte penso che il lavoro fatto in palestra non sia stato buono. Perché ? perché nel momento in cui si prende una strada e la si varia più volte, significa che alla meta non si arriverà in tempo..ed infatti.....
Quando abbiamo costruito la squadra abbiamo tenuto conto di moltissimi aspetti..tecnici , fisici ed anche mentali. La realtà è che sarà sempre il campo a stabilire se le scelte son state vincenti o meno. In questa annata, purtroppo, non lo sono state. E nuovamente ..Perchè ?
Io una idea me la sono fatta...Non penso che il valore assoluto dei giocatori sia così più basso delle altre squadre. Mancava però una cosa...e traspariva nei momenti di difficoltà. Mancava la voglia di giocare insieme non solo.... A parole, tutti, e dico tutti, hanno mostrato grande disponibilità..ma i fatti non sono stati altrettanto cristallini. Il giocare insieme significa anteporre il NOI all' IO...
E' ovvio che ognuno deve essere un po egoista, deve pensare un po a se stesso, deve pensare ai propri obiettivi ma....tutte queste cose devono essere funzionali ad un sistema che trasforma un gruppo di persone in una squadra.
Il Gioco della Palla canestro è il Gioco più bello del mondo ma è un Gioco difficile, molto difficile. Lo è certamente perché sono richieste qualità tecniche e fisiche "eccellenti", ma lo è soprattutto perché E' il Gioco di squadra per eccellenza.
E' stato comunque una bella esperienza, formativa, interessante nelle dinamiche contorte del quotidiano, che mi ha fatto capire che il solo lavoro non basta.
La ricetta vincente , ahimè, non la conosco..... mi prendo tempo per studiare, ho preso tempo per pensare.....
Wannes
Undici, 11, sconfitte e zero vittorie. Alla fine conta questo.
Undici partite in cui ho giustificato, mi sono giustificato e quando capita questo significa che non è andato bene nulla. Al di la delle sconfitte penso che il lavoro fatto in palestra non sia stato buono. Perché ? perché nel momento in cui si prende una strada e la si varia più volte, significa che alla meta non si arriverà in tempo..ed infatti.....
Quando abbiamo costruito la squadra abbiamo tenuto conto di moltissimi aspetti..tecnici , fisici ed anche mentali. La realtà è che sarà sempre il campo a stabilire se le scelte son state vincenti o meno. In questa annata, purtroppo, non lo sono state. E nuovamente ..Perchè ?
Io una idea me la sono fatta...Non penso che il valore assoluto dei giocatori sia così più basso delle altre squadre. Mancava però una cosa...e traspariva nei momenti di difficoltà. Mancava la voglia di giocare insieme non solo.... A parole, tutti, e dico tutti, hanno mostrato grande disponibilità..ma i fatti non sono stati altrettanto cristallini. Il giocare insieme significa anteporre il NOI all' IO...
E' ovvio che ognuno deve essere un po egoista, deve pensare un po a se stesso, deve pensare ai propri obiettivi ma....tutte queste cose devono essere funzionali ad un sistema che trasforma un gruppo di persone in una squadra.
Il Gioco della Palla canestro è il Gioco più bello del mondo ma è un Gioco difficile, molto difficile. Lo è certamente perché sono richieste qualità tecniche e fisiche "eccellenti", ma lo è soprattutto perché E' il Gioco di squadra per eccellenza.
E' stato comunque una bella esperienza, formativa, interessante nelle dinamiche contorte del quotidiano, che mi ha fatto capire che il solo lavoro non basta.
La ricetta vincente , ahimè, non la conosco..... mi prendo tempo per studiare, ho preso tempo per pensare.....
Wannes
lunedì 19 ottobre 2015
IL CORO..
Una bella canzone ti lascia sempre quella sensazione di completezza. Ci sono quelle che siascolano ad occhi chiusi, facendoti cullare da ogni nota, parola per parola; poi ci sono quelle che ti fanno muovere, quel movimento che parte dalla pancia e va un po su, in testa, ed un po giù, nei piedi. Poi ci sono anche tante altre situazioni legate alla musica, ma tutte creano sempre emozioni..
Ecco...oggi più che mai ci manca questo. Quella cosa che parte dalla pancia e va un po su e va un po giù.
La musica, per ora, non è certamente quella giusta. Troppe note stonate, troppi solisti, troppo di tutto.
Se ci mettessimo ad esaminare in modo accurato ogni singola azione, ogni singolo movimento di ogni singolo giocatore, troveremmo problemi che forse non possono essere risolti in una intera stagione. Ma a noi, come a tutti, manca terribilmente una cosa : il tempo. Allora non ci rimane altro, come sempre, di semplificare.
Semplificare non significa ne eliminare, ne stravolgere. Semplicemente cogliere gli aspetti che "disturbano" e rendono poco funzionale ciò che si fa , trovando quello spartito che piace un po di più. Un blocco in meno, un giro di piedi in più....
Una cosa è certa.....non si molla nulla.
p.s. la nostra musica, quella del coro, la stiamo scrivendo. I nostri musicisti qualche stonatura la fanno, ma diventeremo almeno orecchiabili...
Ecco...oggi più che mai ci manca questo. Quella cosa che parte dalla pancia e va un po su e va un po giù.
La musica, per ora, non è certamente quella giusta. Troppe note stonate, troppi solisti, troppo di tutto.
Se ci mettessimo ad esaminare in modo accurato ogni singola azione, ogni singolo movimento di ogni singolo giocatore, troveremmo problemi che forse non possono essere risolti in una intera stagione. Ma a noi, come a tutti, manca terribilmente una cosa : il tempo. Allora non ci rimane altro, come sempre, di semplificare.
Semplificare non significa ne eliminare, ne stravolgere. Semplicemente cogliere gli aspetti che "disturbano" e rendono poco funzionale ciò che si fa , trovando quello spartito che piace un po di più. Un blocco in meno, un giro di piedi in più....
Una cosa è certa.....non si molla nulla.
p.s. la nostra musica, quella del coro, la stiamo scrivendo. I nostri musicisti qualche stonatura la fanno, ma diventeremo almeno orecchiabili...
mercoledì 7 ottobre 2015
LA MEDICINA... (SINTETICA)
Ammettiamolo pure....quello che hai fatto non conta, conta solo quello che farai...
Questa è la dura legge di tutti i giorni, forse della vita, ma sicuramente dello sport. Ed è giusto così!!
Non ci si ferma mai, è tutto sempre in evoluzione ... quando nascono i problemi? forse quando il corso delle cose prende la via opposta..l'involuzione..culturale, di gioco, di sentimenti, di attenzioni.
Che poi, e diciamolo pure, basta veramente poco per passare da una parte all'altra. Una "h" non scritta, un verbo coniugato male, una parola mal riposta, una palla persa...
E la cura quale potrebbe essere ? Beh, il lavoro aiuta, sempre che tutti, protagonisti, attori secondari, comparse, registi vadano nel senso giusto...Aiuta anche , in alcuni casi, la capacità di semplificare. Porsi un obiettivo e raggiungerlo sempre senza scorciatoie, senza inserire fronzoli, cose inutili...forse è questa la vera medicina...
Wannes
Questa è la dura legge di tutti i giorni, forse della vita, ma sicuramente dello sport. Ed è giusto così!!
Non ci si ferma mai, è tutto sempre in evoluzione ... quando nascono i problemi? forse quando il corso delle cose prende la via opposta..l'involuzione..culturale, di gioco, di sentimenti, di attenzioni.
Che poi, e diciamolo pure, basta veramente poco per passare da una parte all'altra. Una "h" non scritta, un verbo coniugato male, una parola mal riposta, una palla persa...
E la cura quale potrebbe essere ? Beh, il lavoro aiuta, sempre che tutti, protagonisti, attori secondari, comparse, registi vadano nel senso giusto...Aiuta anche , in alcuni casi, la capacità di semplificare. Porsi un obiettivo e raggiungerlo sempre senza scorciatoie, senza inserire fronzoli, cose inutili...forse è questa la vera medicina...
Wannes
martedì 29 settembre 2015
La nostra ITALIA
I campionati Europei di basket sono terminati. Vittoria Spagnola contro i Lituani dice la cronaca...
15 giorni di basket meraviglioso, dove gruppi di giocatori con qualità meravigliose, hanno dato modo a noi di assaporare e vivere situazioni gratificanti.
Un campionato Europeo ricco.
Ricco di idee, di talento, di colori, di passione e di tantissime altre cose. Amo il basket e lo amo proprio perché mi fa scrivere di amarlo.
La nostra nazionale, forse troppo osannata all'inizio e criticata dopo, ha fatto bella figura ..che diciamo il vero non significa nulla.
Abbiamo mancato le semifinali per qualche dettaglio perdendo contro una nazionale che fa del gioco di squadra il proprio credo.
La cosa che mi ha fatto riflettere è il modo con cui abbiamo giocato. Non so dire se bene o male, ma sicuramente abbiamo avuto una idea precisa. Il nostro coach ha dato la squadra in mano ai giocatori di maggior potenzialità, creando un modo di giocare in cui le responsabilità andavano a cadere solo verso i Bargnani, Gallinari, Gentile e Belinelli; hanno risposto presente...dando tanto forse persin troppo...
Ma è un modo che io, sinceramente, non apprezzo molto.
La maggior parte delle nazionali, pur avendo moltissimi giocatori importanti all'interno delle stesse, hanno creato dei sistemi di gioco, forse non democratici, ma sempre di sistema si trattava. Noi abbiamo giocato di "situazione".
Perché non mettere a disposizione il valore dei migliori alla squadra e non viceversa ?
penso che la risposta sia solo una : poca fiducia negli altri....e ci sta, sia chiaro, ci sta eccome.
Il coach ed il proprio staff , è costretto a fare delle scelte e penso che queste siano sempre mirate ad avere il meglio. Coach Pianigiani ha fatto la propia, la quale ha, tutto sommato pagato. Siamo usciti per un dettaglio, forse per un palleggio mal eseguito, ma siamo usciti.
Onore ai nostri ...
Mi rimane però un po di amaro in bocca, per non aver visto un po di più il bel gioco..
peccato....
PW
15 giorni di basket meraviglioso, dove gruppi di giocatori con qualità meravigliose, hanno dato modo a noi di assaporare e vivere situazioni gratificanti.
Un campionato Europeo ricco.
Ricco di idee, di talento, di colori, di passione e di tantissime altre cose. Amo il basket e lo amo proprio perché mi fa scrivere di amarlo.
La nostra nazionale, forse troppo osannata all'inizio e criticata dopo, ha fatto bella figura ..che diciamo il vero non significa nulla.
Abbiamo mancato le semifinali per qualche dettaglio perdendo contro una nazionale che fa del gioco di squadra il proprio credo.
La cosa che mi ha fatto riflettere è il modo con cui abbiamo giocato. Non so dire se bene o male, ma sicuramente abbiamo avuto una idea precisa. Il nostro coach ha dato la squadra in mano ai giocatori di maggior potenzialità, creando un modo di giocare in cui le responsabilità andavano a cadere solo verso i Bargnani, Gallinari, Gentile e Belinelli; hanno risposto presente...dando tanto forse persin troppo...
Ma è un modo che io, sinceramente, non apprezzo molto.
La maggior parte delle nazionali, pur avendo moltissimi giocatori importanti all'interno delle stesse, hanno creato dei sistemi di gioco, forse non democratici, ma sempre di sistema si trattava. Noi abbiamo giocato di "situazione".
Perché non mettere a disposizione il valore dei migliori alla squadra e non viceversa ?
penso che la risposta sia solo una : poca fiducia negli altri....e ci sta, sia chiaro, ci sta eccome.
Il coach ed il proprio staff , è costretto a fare delle scelte e penso che queste siano sempre mirate ad avere il meglio. Coach Pianigiani ha fatto la propia, la quale ha, tutto sommato pagato. Siamo usciti per un dettaglio, forse per un palleggio mal eseguito, ma siamo usciti.
Onore ai nostri ...
Mi rimane però un po di amaro in bocca, per non aver visto un po di più il bel gioco..
peccato....
PW
Iscriviti a:
Post (Atom)