La scrittura è sempre, o quasi..., stata cosa che mi piace; un po a fasi alterne però, e forse anche troppo monotematico. Alla fine, se ci penso, o parlo di basket, frantumando i maroni ai pochi, o forse a nessuno, o scrivo di proteste... insomma..roba noiosa tutto sommato.
Per non tradire le attese, chissà poi di chi, in questo post scriverò..udite udite, anzi leggete leggete di..basket. ahahah, avete già fatto click vero? amen...
Iniziata una piccola nuova avventura, in una piccolissima società; piena di persone volenterose, ricca, spero, di umanità. Ora povera di campioni, e forse lo sarà per sempre, ma con ragazzi che giocano per il piacere di farlo.
andando un po indietro, di qualche mese ormai, ricordo d'esser stato un po in apprensione. Perché ? Il motivo è che l'estate è stata bellissima calda e con vacanze meravigliose, con però il telefono del basket che ha squillato poco, e mai per vere cose. La fine della mia carriera ? L'ho pensato, e forse mi ero anche già rassegnato se di rassegnazione si trattava.
Davide mi ha cercato, parlato e descritto il suo sogno, che non è quello di fare campioni; non ne abbiamo ho già scritto e difficilmente ne avremo.. però possiamo fare meglio di quello che si è fatto ieri e questo per me è motivo di orgoglio. Sono stato chiamato per far meglio.
Ora abbiamo iniziato ed ho constatato che non ci sono campioni ...(speravo di fare il modesto ma è proprio così cazzo). ho una squadra numerosissima, dove quando mi dicono "coach domani non ci sono" un po mi incazzo un po dico beh...posso fare quell'esercizio. Ragazzi che possono giocare a basket (ribadisco che non saranno campioni ahahahhaha) ma che possono dar soddisfazioni..a chi ? ovvio ..a loro stessi prima di tutti. alla socieà ed ovviamente anche a me.
Ci proviamo ? si certo, e molto , molto forte.
Wannes
Tutto quello che mi viene in mente.... a volte cose sensate altre meno; ma parliamone...
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venerdì 16 settembre 2016
lunedì 18 luglio 2016
CHE DELUSIONE....MA SEMPRE FORZA ITALIA
Sono passate ormai due settimane dalla non qualificazione a RIO 2016, un tempo sufficiente per riflettere.
Ma cominciamo dale cose positive....l'atmosfera, l'impianto, i colori, l'inno cantato tutti insieme, il basket...insomma tantissime le cose che mi hanno riempito le giornate e poi intristito.
Il risultato è stato deludente così come il gioco. Perché ? quest'anno c'erano tutte le regole per poter far risultato, giocare in casa con uno splendido pubblico, giocatori motivati e squadra competitiva, staff di altissimo livello, eppure....eppure i croati sono stati molto più bravi di noi, contro tutto e contro tutti.
Un grande coach, quel Petrovic che tutti hanno preso per i fondelli, tre giocatori con un impatti pazzesco, e grande mentalità.
L'Italia ha giocato, non bene ma ha giocato, provandoci fino in fondo. Abbiamo perso. Stop.
Ho pensato molto ingenuamente che noi, popolo della palla arancione, ci differenziassimo da tutti gli altri; invece tutti ad insultare trovando un caprio espiatorio, Alessandro Gentile, oppure sbefeggiando la squadra intera. La verità è che hanno vinto i più forti, non è mai un episodio a determinare il risultato. Io comunque sia, ringrazio qui 12 che ci hanno provato..mi hanno fatto sognare come un bambino, mi hanno fatto vivere con emozione delle partite.
Grazie Italia...proviamoci sempre
Wannrd
Ma cominciamo dale cose positive....l'atmosfera, l'impianto, i colori, l'inno cantato tutti insieme, il basket...insomma tantissime le cose che mi hanno riempito le giornate e poi intristito.
Il risultato è stato deludente così come il gioco. Perché ? quest'anno c'erano tutte le regole per poter far risultato, giocare in casa con uno splendido pubblico, giocatori motivati e squadra competitiva, staff di altissimo livello, eppure....eppure i croati sono stati molto più bravi di noi, contro tutto e contro tutti.
Un grande coach, quel Petrovic che tutti hanno preso per i fondelli, tre giocatori con un impatti pazzesco, e grande mentalità.
L'Italia ha giocato, non bene ma ha giocato, provandoci fino in fondo. Abbiamo perso. Stop.
Ho pensato molto ingenuamente che noi, popolo della palla arancione, ci differenziassimo da tutti gli altri; invece tutti ad insultare trovando un caprio espiatorio, Alessandro Gentile, oppure sbefeggiando la squadra intera. La verità è che hanno vinto i più forti, non è mai un episodio a determinare il risultato. Io comunque sia, ringrazio qui 12 che ci hanno provato..mi hanno fatto sognare come un bambino, mi hanno fatto vivere con emozione delle partite.
Grazie Italia...proviamoci sempre
Wannrd
mercoledì 22 giugno 2016
CHE FINALI ....
Quest'anno sono riuscito a seguire con interesse le finali di Eurolega, Campionato serie A Italiano ed NBA. Tutte queste finali hanno un comune denominatore: EMOZIONE.
Proprio ieri parlando con un istruttore di altro sport dicevo: solo il basket può regalare queste cose.. e per cose intendevo emozioni. In qualsiasi competizione sopra citata, le partite si sono risolte con dettagli, con il cuore chi guardava ammarato che ha battuto e quasi fermato per 1, 10 canestri, per 1, 10 o non so quanti minuti.
Ci sono stati giocatori che hanno fatto la differenza tecnica ma colui che mi ha fatto urlare ed anche commuovere è stato Lebron. Non voglio chiamarlo con tutti gli pseudonimi che normalmente gli vengono dati: The King, Il prescelto.... questa volta era Lebron. Raramente ho visto un giocatore così più forte di tutti voler vincere una competizione, facendo tutto, ma dico tutto. Tecnicamente mostruoso, fisicamente altrettanto ma mentalmente devastante. Lebron ci ha dato una grande lezione...
E' andato oltre a tutto ed il simbolo di quel che intendo è la corsa per la stoppata a Green, che rimarrà nella memoria di tutti per sempre. Un esempio.
Non so se ogni sport possa regalare questo; io so per certo che il basket le regala, le fa vivere.
Impariamo a viverle queste emozioni, non rinunciamo mai..
Wannes
Proprio ieri parlando con un istruttore di altro sport dicevo: solo il basket può regalare queste cose.. e per cose intendevo emozioni. In qualsiasi competizione sopra citata, le partite si sono risolte con dettagli, con il cuore chi guardava ammarato che ha battuto e quasi fermato per 1, 10 canestri, per 1, 10 o non so quanti minuti.
Ci sono stati giocatori che hanno fatto la differenza tecnica ma colui che mi ha fatto urlare ed anche commuovere è stato Lebron. Non voglio chiamarlo con tutti gli pseudonimi che normalmente gli vengono dati: The King, Il prescelto.... questa volta era Lebron. Raramente ho visto un giocatore così più forte di tutti voler vincere una competizione, facendo tutto, ma dico tutto. Tecnicamente mostruoso, fisicamente altrettanto ma mentalmente devastante. Lebron ci ha dato una grande lezione...
E' andato oltre a tutto ed il simbolo di quel che intendo è la corsa per la stoppata a Green, che rimarrà nella memoria di tutti per sempre. Un esempio.
Non so se ogni sport possa regalare questo; io so per certo che il basket le regala, le fa vivere.
Impariamo a viverle queste emozioni, non rinunciamo mai..
Wannes
giovedì 19 maggio 2016
I PLAY OFF
Dopo tanti anni trascorsi a giocare partite ad altissimo valore adrenalinico, quest'anno ho la possibilità di starmene un po sulla porta ed osservare. Non è la cosa più bella del mondo, ma così è.
I play off sono quel momento in cui dopo aver caricato il fucile per tutto l'anno, si prova a mirare e sparare...sperando sempre che non si arrivi alle ultime disperate cartucce.
Ho visto l'euroleague, NBA, Seria A, Lega 2 ed anche serie D e femminile..un po di tutto insomma....ed in tutte queste partite, con le ovvie proporzioni tra un campionato e l'altro, vi è una cosa in comune: le botte ....ahahaha si quelle.....
Ci si picchia e lo si lascia fare...in modo uniforme e costante....però che bello.
Giocatori decisi, concentrati con un unico obiettivo. Ho visto giocatori con le mani sul capo dopo
una sconfitta, giocatori che si abbracciano, giocatrici festeggianti ed altre sdraiate sul parquet distrutte e deluse... c'è tecnica , c'è tattica....ma il cuore...si quella cosa li....alla fine conta veramente tanto...
Wannes
I play off sono quel momento in cui dopo aver caricato il fucile per tutto l'anno, si prova a mirare e sparare...sperando sempre che non si arrivi alle ultime disperate cartucce.
Ho visto l'euroleague, NBA, Seria A, Lega 2 ed anche serie D e femminile..un po di tutto insomma....ed in tutte queste partite, con le ovvie proporzioni tra un campionato e l'altro, vi è una cosa in comune: le botte ....ahahaha si quelle.....
Ci si picchia e lo si lascia fare...in modo uniforme e costante....però che bello.
Giocatori decisi, concentrati con un unico obiettivo. Ho visto giocatori con le mani sul capo dopo
una sconfitta, giocatori che si abbracciano, giocatrici festeggianti ed altre sdraiate sul parquet distrutte e deluse... c'è tecnica , c'è tattica....ma il cuore...si quella cosa li....alla fine conta veramente tanto...
Wannes
sabato 5 marzo 2016
PAO...SETTORE GIOVANILE
Sabato 27 febbraio ho partecipato al PAO organizzato dal comitato Lombardo i cui relatori, tutti di altissimo livello, hanno esposto lezioni riferite al settore giovanile.
Pala Lido, la tenso struttura, gremito in ogni seggiolino con circa 400 allenatori. Molti i giovani, tanti i miei coetanei, pochissimi i più vecchietti.
I relatori, dicevo, di altissimo livello, tra i quali Giordano Consolini, Luca Dalmonte, Antonio Bocchino , Andrea Capobianco ed il preparatore Matteo Panichi.
Tutti membri delle varie Nazionali senior e giovanili, maschili e femminili.
Ogni qualvolta assisto ad un PAO mi domando dell'utilità degli stessi. Certo i crediti, come la maggior parte , fanno comodo .... 6 questa volta, ma sarebbe troppo sminuente ed avvilente pensar di presentarsi alle lezioni solo con quel fine.
I PAO fanno riflettere.
Le lezioni iniziano e lo fanno alla grande con , a mio avviso, il più bravo allenatore di settore giovanile (a pari merito con Fede Danna e Menozzi) italiano. Giordano, gran comunicatore, gran studioso e conoscente della tecnica, parla di miglioramento di giovani giocatori esterni. Tanti aspetti interessanti, tra i quali "il far vedere la palla" per poi battere l'avversario. Arriva Luca Dal Monte, miglioramenti giocatori interni, con una lezioni forse più tattica (collaborazioni ??) che tecnica. Antonio Bocchino l'ultimo della mattinata, con un sistema di gioco formativo. Occorrerebbe avere un confronto per capire bene, ma rimane interessante.
Il pranzo, tappa ormai fondamentale per me, lo trascorro con una tavolata di maestri, Fede, Giordano Consolini, Andrea Menozzi , Pietro Cardile e giovani allenatori. Un'ora piacevole.
Si riparte.....temo la digestione...invece il preparatore Matteo Panichi, che non avevo mai sentito prima, rende la lezione leggera ed interessante...insomma passa rapidamente. Siamo all'ultima lezione, Andrea Capobianco. Devo ammetterlo, sono ormai un po stanco e non più abituato.
Non sono più molto concentrato ed ascolto con meno attenzione. Colpa mia.
Cosa mi porto via da questa giornata ? Beh per prima cosa la nuova esperienza di Oliver.....tutto il giorno in un box con altri amici. Avrà imparato un po di disciplina ?
Mi porto via delle riflessioni. Queste tante, dubbi che nascono, certezza più forti, possibilità di vedere le cose sotto un aspetto diverso. Alla fine, forse, i PAO servono a questo, ovvero a far pensare gli allenatori.
Pala Lido, la tenso struttura, gremito in ogni seggiolino con circa 400 allenatori. Molti i giovani, tanti i miei coetanei, pochissimi i più vecchietti.
I relatori, dicevo, di altissimo livello, tra i quali Giordano Consolini, Luca Dalmonte, Antonio Bocchino , Andrea Capobianco ed il preparatore Matteo Panichi.
Tutti membri delle varie Nazionali senior e giovanili, maschili e femminili.
Ogni qualvolta assisto ad un PAO mi domando dell'utilità degli stessi. Certo i crediti, come la maggior parte , fanno comodo .... 6 questa volta, ma sarebbe troppo sminuente ed avvilente pensar di presentarsi alle lezioni solo con quel fine.
I PAO fanno riflettere.
Le lezioni iniziano e lo fanno alla grande con , a mio avviso, il più bravo allenatore di settore giovanile (a pari merito con Fede Danna e Menozzi) italiano. Giordano, gran comunicatore, gran studioso e conoscente della tecnica, parla di miglioramento di giovani giocatori esterni. Tanti aspetti interessanti, tra i quali "il far vedere la palla" per poi battere l'avversario. Arriva Luca Dal Monte, miglioramenti giocatori interni, con una lezioni forse più tattica (collaborazioni ??) che tecnica. Antonio Bocchino l'ultimo della mattinata, con un sistema di gioco formativo. Occorrerebbe avere un confronto per capire bene, ma rimane interessante.
Il pranzo, tappa ormai fondamentale per me, lo trascorro con una tavolata di maestri, Fede, Giordano Consolini, Andrea Menozzi , Pietro Cardile e giovani allenatori. Un'ora piacevole.
Si riparte.....temo la digestione...invece il preparatore Matteo Panichi, che non avevo mai sentito prima, rende la lezione leggera ed interessante...insomma passa rapidamente. Siamo all'ultima lezione, Andrea Capobianco. Devo ammetterlo, sono ormai un po stanco e non più abituato.
Non sono più molto concentrato ed ascolto con meno attenzione. Colpa mia.
Cosa mi porto via da questa giornata ? Beh per prima cosa la nuova esperienza di Oliver.....tutto il giorno in un box con altri amici. Avrà imparato un po di disciplina ?
Mi porto via delle riflessioni. Queste tante, dubbi che nascono, certezza più forti, possibilità di vedere le cose sotto un aspetto diverso. Alla fine, forse, i PAO servono a questo, ovvero a far pensare gli allenatori.
sabato 30 gennaio 2016
EHHH QUESTI FONDAMENTALI....
In queste ultime settimane, avendo ora lo status di "coach a casa", ho avuto la fortuna di assistere ad un allenamento di settore giovanile importante, guardare a Varese il derby con Milano, assistere ad all'allenamento dei migliori 2000 piemontesi e partecipare ad una riunione di aggiornamento formatori.
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
In tutte e tre le occasioni, alla fin della fiera, ho osservato e poi parlato delle cose che contano, i FONDAMENTALI.
Da sempre sono convinto che tutto parta dai fondamentali. Beh..." E' scontato questo".. direte voi.
Quanti però poi alla fine credono a questo veramente ?
Partiamo dal presupposto che se questi strumenti di gioco sono definiti FONDAMENTALI, l'importanza è altissima. Chi è in grado di insegnare i FONDAMENTALI ? Quando vanno insegnati i FONDAMENTALI ? Per quanto tempo devono essere insegnati i FONDAMENTALI ?
Se rispondessi a tutte queste domande in modo dettagliato, impiegando quindi il giusto tempo per ogni gesto , non basterebbe l'intera rete.
Penso che ogni allenatore debba analizzare, studiare, variare e soprattutto capire quanto esso sia responsabile nel percorso formativo di qualsiasi giocatore, giovanissimo, giovane o a fine carriera.
Curare i dettagli, proporzionalmente all'età, a chi si ha di fronte, studiandone le esigenze deve essere la principale gratificazione per ogni coach. Vedere quanto i propri ragazzi migliorano è pura energia per ogni allenatore. Migliorano i ragazzi, miglioriamo noi.
Forza coach...a studiare!!!
Wannes
giovedì 31 dicembre 2015
MA QUALI PROPOSITI...
Siamo arrivati al 31dicembre di questo 2015. Che anno è stato ? Mi verrebbe da dire anonimo ma in realtà son successe, come è normale che sia, tantissime cose.
La cosa più bella è che sono diventato zio; uno status nuovo che in realtà non ho ancora ben capito cosa significhi esserlo. Non ho avuto gran esempi..però passo dopo passo imparerò. Quindi benvenuto Andrea.
Oliver è sempre Oliver ovvero un disastro simpatico, vulcanico , incazzoso e contemporaneamente tenerone. E' un cane, anzi, un giovane amico che ti abbraccia e subito dopo ti scansa cose se fossi la peggior cosa.
Gli amici..beh di amici con la A non ce ne sono tanti. Pochi anzi pochissimi ma buonissimi. Tra incazzature, battibecchi e risate è volato un altro anno.
Il basket è stato complicato, per quel che può essere complicato un Gioco ( il Gioco). Due esperienze gratificanti in modo diverso. La prima, qui a casa, con un gruppo di ragazzi qualsiasi, che saranno giocatori qualsiasi con però un fuoco che si è alimentato un po di più. In terra Lombarda gratificante per il vissuto, meditativo per il contenuto. E' bello pensare che ci sono certezze che lo diventano di meno, con dubbi che crescono. Alla fine è proprio questo il bello del Gioco .
Ci sono poi così tante altre cose che son successe in questo 2015 che paradossalmente non mi vengono persino in mente. Lo trovo persin buffo. Allora, cari amici, strizziamo l'occhio sinistro al 2015 e quello destro al 2016. I propositi lasciamoli per chi dice le bugie..che sono poi come quelle promesse non mantenibili, che ti fanno prendere ( o perdere) solo del tempo...Ci vediamo domani il giorno 1 del nuovo anno.
Pensiamo che in realtà..la natura mica lo sa che domani è il 2016...quindi non è che cambierà qualche cosa solo per la nuova data..se vogliamo cambiare qualche cosa veramente, basta agire..che sia il 20 giugno o il 31 dicembre...
Comunque sia, comunque la pensiate, buon anno a tutti o a pochi..boh.. non importa.
Wannes
La cosa più bella è che sono diventato zio; uno status nuovo che in realtà non ho ancora ben capito cosa significhi esserlo. Non ho avuto gran esempi..però passo dopo passo imparerò. Quindi benvenuto Andrea.
Oliver è sempre Oliver ovvero un disastro simpatico, vulcanico , incazzoso e contemporaneamente tenerone. E' un cane, anzi, un giovane amico che ti abbraccia e subito dopo ti scansa cose se fossi la peggior cosa.
Gli amici..beh di amici con la A non ce ne sono tanti. Pochi anzi pochissimi ma buonissimi. Tra incazzature, battibecchi e risate è volato un altro anno.
Il basket è stato complicato, per quel che può essere complicato un Gioco ( il Gioco). Due esperienze gratificanti in modo diverso. La prima, qui a casa, con un gruppo di ragazzi qualsiasi, che saranno giocatori qualsiasi con però un fuoco che si è alimentato un po di più. In terra Lombarda gratificante per il vissuto, meditativo per il contenuto. E' bello pensare che ci sono certezze che lo diventano di meno, con dubbi che crescono. Alla fine è proprio questo il bello del Gioco .
Ci sono poi così tante altre cose che son successe in questo 2015 che paradossalmente non mi vengono persino in mente. Lo trovo persin buffo. Allora, cari amici, strizziamo l'occhio sinistro al 2015 e quello destro al 2016. I propositi lasciamoli per chi dice le bugie..che sono poi come quelle promesse non mantenibili, che ti fanno prendere ( o perdere) solo del tempo...Ci vediamo domani il giorno 1 del nuovo anno.
Pensiamo che in realtà..la natura mica lo sa che domani è il 2016...quindi non è che cambierà qualche cosa solo per la nuova data..se vogliamo cambiare qualche cosa veramente, basta agire..che sia il 20 giugno o il 31 dicembre...
Comunque sia, comunque la pensiate, buon anno a tutti o a pochi..boh.. non importa.
Wannes
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